L'addio a Casaleggio: Dettori lascia Rousseau. Cosa succede nel M5s

L'esperto di comuniucazione, entrato nello staff del ministro degli Esteri con uno stipendio di 100mila euro all'anno, molla Rousseau: "Credo nel Movimento"

Da sinistra: Virginia Saba, Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Pietro Dettori
Da sinistra: Virginia Saba, Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Pietro Dettori

Rousseau perde un socio, il responsabile editoriale, quel Pietro Dettori, a lungo considerato il braccio destro della famiglia Casaleggio. E allo stesso tempo, figura di riferimento del Movimento 5 Stelle, fin dagli esordi, quando curava i contenuti del blog di Beppe Grillo, nonostante non sia mai stato un uomo copertina. Ma il suo addio ("Oggi ho comunicato ufficialmente le mie dimissioni dall’Associazione Rousseau", ha scritto sulla propria pagina Facebook) non è stato affatto un fulmine a ciel sereno.

Del resto, dal primo marzo, è entrato a fa parte dello staff del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel ruolo di consigliere del ministro per la cura delle relazioni con le forze politiche inerenti le attività istituzionali, alla cifra di 100mila euro lordi all’anno. Da qualche mese, dunque, lavora alla Farnesina, al fianco dell’ex capo politico del Movimento 5 Stelle. Una collaborazione che è la riedizione di quanto accaduto in passato: durante il governo gialloverde, Dettori era stato responsabile della comunicazione di Di Maio, all’epoca vicepremier. A Palazzo Chigi si muoveva con grande disinvoltura.

Dettori, un addio annunciato

Per lui, ora, era diventato impossibile continuare a tenere il piede in due scarpe: prima o poi toccava decidere. E ha optato per il progetto di Giuseppe Conte. Tuttavia, sia nel Movimento 5 Stelle che all’interno dell’associazione Rousseau il suo annuncio era ampiamente previsto. Si tratta di sorta di “separazione consensuale”, secondo quanto apprende IlGiornale.it da fonti di Rousseau. Casaleggio e Dettori si erano confrontati nelle scorse settimane per arrivare un divorzio politico e lavorativo, ma senza una rottura personale. "Questo è un periodo di scelte, anche delicate, dal punto di vista umano”, è il ragionamento che circola.

L’associazione si sta già preparando alla sostituzione di Dettori, anche se sulla tempistica e sul nome nessuno si sbilancia. Anche tra i parlamentari pentastellati, quindi, non c’è “alcuno stupore”, anzi si sapeva che “era solo questioni di giorni”, spiegano da più parti. Del resto lui è “la storia del Movimento, ci ha sempre creduto dall’inizio, anche nei momenti bui”, sottolinea un parlamentare, soddisfatto per il post di Dettori. "È una persona intelligente e che ha fatto suoi i valori del Movimento come stile di vita", annota un'altra fonte.

Chi è Pietro Dettori

Ma perché tanto rumore intorno alle parole dell’attuale consulente del ministro degli Esteri? Il suo percorso è legato a doppio filo con quello del M5S, da Grillo a Casaleggio, fino ad approdare proprio a Di Maio. Un esperto di comunicazione, abile a usare i nuovi media, ma anche una buona capacità di lettura della politica. Non particolarmente mediatico, “ma sempre capace di lasciare il segno nelle uscite pubbliche, è una figura chiave per i grillini”, dice chi lo conosce bene. Quando Grillo ha lanciato il Movimento, Dettori era al suo fianco per curare i contenuti del blog. Un fidatissimo ghostwriter, ruolo che gli ha consentito di conquistarsi la stima di molti big del Movimento. In primis Di Maio. E, stando alle prime reazioni dopo la separazione da Rousseau, viene ribadito di come vanti una buona reputazione tra la gran parte degli eletti.

"Nel futuro del MoVimento ci credo innanzitutto perché mi fido di Beppe Grillo. Beppe è il nostro garante e nei momenti più critici della nostra storia è sempre stato lucido, a dispetto di chi lo etichetta solo come un pazzo visionario. Ha indicato un orizzonte (il 2050) e una persona (Giuseppe Conte) per il rilancio del MoVimento. Io non posso che fidarmi e invito chi in questo sogno ci crede ancora e chi ora tentenna, a fare altrettanto”, ha scritto Dettori nel post in cui annuncia le dimissioni da Rousseau. Il legame con il fondatore è noto: “Nel 2013 è al fianco di Beppe Grillo nello Tsunami tour che porterà il MoVimento 5 Stelle in Parlamento”, si legge nella biografia che campeggerà ancora per poco sul sito dell’associazione di Casaleggio. E ancora: “Nelle elezioni politiche 2018 è il responsabile della campagna elettorale che ha visto il MoVimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio candidato premier, prendere il 32,5 %. Dal maggio del 2016 è entrato nell’Associazione Rousseau della quale è il responsabile editoriale. Da febbraio 2018 ne è diventato socio”. Oggi è uscito di scena. Ma per compiere un altro salto di qualità: “Quello di un ruolo più politico”, prevede qualcuno.

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