I dolori del giovane Alessandro Di Battista agitano il "campo largo". L'associazione Schierarsi può diventare un soggetto politico oppure no. Può aderire al "campo largo". Può restarne fuori. Le prove generali, la battaglia referendaria per il "No", con al fianco le toghe Nino Di Matteo e Nicola Gratteri, sono andate bene. Da novello Lenin della provincia romana, "Dibba" parafraserà il sovietico chiedendosi "Che fare?". Tra un selfie con Francesca Albanese (la battaglia pro Pal, sin dalla vicinanza a Mohammad Hannoun, è sempre attiva) e una votazione digitale, il simbolo vivente del "grillismo delle origini" è in riflessione permanente. Tornare o no nell'agone politico: dal marzo del 2018 a oggi, per "Dibba", il quesito è quello. Se il suo è un ritorno, è graduale, in parte carsico, di sicuro lento. "La ridiscesa in politica non gli conviene. Lui ormai fa l'opinionista, ha una sua struttura da mantenere e che lo mantiene. Lo vedo più come ispiratore di un movimento, come fece Grillo", dice un suo ex compagno di partito. I pareri, tra gli esponenti del primo Movimento 5 stelle, quello tutto "vaffa" e "uno vale uno", sono discordanti. "Da sognatrice quale sono a me piacerebbe vedere Alessandro nuovamente impegnato in prima persona, e sono anche convinta che sarebbe la persona giusta, ma umanamente non posso esimermi dall'augurargli, semplicemente, che non si bruci", afferma Rosa Menga, ex deputata. Un altro ex parlamentare come Cosimo Adelizzi avverte: "Secondo me ci stanno lavorando in modo serio ma non è affatto semplice. C'è meno spazio di quel che sembri". Già, lo spazio: il fronte che va da Ilaria a Silvia Salis copre un'area vasta, eterogenea, ma che non lascia troppi margini di manovra a esperimenti politici. "Lui non ci va nel campo largo. Noi siamo amici, ci conosciamo...". L'ex 5S Sergio Battelli, personaggio centrale della legislatura passata, ne è sicuro e rincara: "Lui ha un'arma, che è la coerenza. Con Schierarsi ha tirato su un sacco di gente. Ora non so se abbia voglia e forza di partecipare alle prossime elezioni politiche, ma la gente ce l'ha". E il Movimento 5 Stelle attuale come reagirebbe? "Giuseppe Conte in questa fase è terrorizzato da due persone: Silvia Salis e Alessandro Di Battista. Perché Conte è uno che cambia versione a seconda del momento e della platea, Alessandro è diverso, è coerente". Sulla Russia, per esempio, "Dibba" non ha mai cambiato idea, nonostante le ombre e gli spifferi sui contatti, e non solo, con Mosca. Tanto che il professor Angelo d'Orsi, russofilo per antonomasia, sarebbe tra i primi sostenitori di un ritorno in campo. I contiani, su questo scenario, tacciono. "Sono pure speculazioni", osserva una senatrice vicina all'ex premier. Sarà ma intanto "Dibba" pesca dal mondo grillino e post-grillino. Il presidente di "Schierarsi", Luca Di Giuseppe, non viene da Marte: ha lavorato al Parlamento europeo per Ignazio Corrao, ex eurodeputato 5s. Danilo Puliani, il tesoriere dell'associazione, è un ex consulente del Movimento 5 Stelle. Ma non c'è solo entusiasmo tra i grillini delle origini. L'ex senatore Pietro Girotto, uno dei padri del Superbonus, è tranchant: "Doveva fare il leader nel 2018, quando era sulla cresta dell'onda. Ormai il suo momento è passato. Era arrivato il tempo di sporcarci le mani e lui si è tirato indietro. È troppo facile fare i puristi". "Dibba" non può girare a vuoto ancora per molto. La campagna elettorale inizierà in autunno.
Il sito di Schierarsi, da associativo, sta diventando uno strumento di cittadinanza attiva, un po' come fu per Rousseau. Il primo esperimento sarà una "votazione digitale" per l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali. È un déjà-vu che stenta a decollare.