"Vedendo quei video, posso dire che siamo di fronte a delinquenti che devono assolutamente stare in carcere ed è inutile creare nuovi reati". L'assist contro la decisione del Gip che ha scarcerato i violenti di Askatasuna a Torino arriva dal testimonial del "No" al referendum Nicola Gratteri, proprio nel giorno in cui il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha spiegato i contenuti del decreto Sicurezza approvato ieri. Le immagini del poliziotto accerchiato dai manifestanti armati di martello e di un laser per accecarlo, fermati e poi rilasciati, ripropongono il tema delle "regole d'ingaggio" delle nostre forze dell'ordine "senza misure che aiutino la prevenzione che invece hanno altri Paesi europei", spiega al Giornale il segretario generale Fsp Polizia di Stato Walter Mazzetti, che preferisce non commentare la norma ("non l'ho ancora letta") ma che si scaglia contro la sinistra che blatera contro la polizia "impreparata". "Anche l'ex premier Giuseppe Conte dice bisognava agire prima, ma con quali strumenti?".
Ecco perché il governo ha puntato sul Daspo e il fermo preventivo solo "in situazioni indiziarie molto importanti", ha chiarito Piantedosi, che consentirà agli agenti di accompagnare (e trattenere) nei propri uffici per accertamenti soggetti ritenuti un concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l'incolumità pubbliche a causa dei loro precedenti sulla base di "specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo" come il possesso di armi o precedenti penali per reati specifici. Secondo il costituzionalista dell'Università di Enna Salvatore Curreri è stato giusto limitare il fermo a coloro "la cui pericolosità sociale sia accertata sulla base di elementi di fatto e non di semplici sospetti", come ha più volte ribadito la Consulta. Il magistrato di turno può sempre decidere il rilascio immediato dopo il fermo preventivo.
Il questore avrà la possibilità di prescrivere a un pregiudicato per una serie di reati (terrorismo e devastazione ma anche lesioni personali contro ufficiale o agente di polizia giudiziaria) di comparire personalmente in Questura o al commissariato una o più volte, mentre si svolgono manifestazioni su cui è disposto il divieto. Chi sgarra si prende da 4 mesi a un anno. Il divieto di partecipazione a riunioni o assembramenti in luogo pubblico sarà invece disposto dal giudice.
Lo "scudo penale" per legittima difesa in stato di necessità e uso legittimo delle armi sarà per tutti - cittadini e forze di polizia - e prevede una annotazione preliminare, non l'automatica iscrizione nel registro degli indagati. "Lo dico da sinistra, la legislazione emergenziale su mafia e terrorismo ha contaminato altri reati e ha compresso lo Stato di diritto", è la riflessione al Giornale dell'ex parlamentare Pd Stefano Esposito, vittima di malagiustizia e di Askatasuna ("per me sono il peggio del peggio") che rivendica "la presunzione d'innocenza anche per quei ragazzi che hanno aggredito il poliziotto". "Per alcuni reati odiosi che creano allarme sociale, come il femminicidio e l'omicidio stradale, servirebbe una pena detentiva obbligatoria di almeno 15 giorni come deterrente", osserva invece il leader del Siulp Felice Romano parlando con il Giornale.
Confermato il divieto di vendere coltelli ai minori, anche online, con obblighi e sanzioni anche per gli esercenti. Non potrà entrare in Italia chi ha commesso il reato di porto d'armi e alterazione di armi, con arresto facoltativo in flagranza, confermate anche le "zone a vigilanza rafforzata" nelle aree vicino alle stazioni o nei quartieri a rischio e il potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato che per alcuni reati particolarmente odiosi, come il furto con destrezza, ovvero i borseggi, è stata introdotta la procedibilità d'ufficio. Chi non si ferma all'alt della polizia rischia la reclusione da 6 mesi a 5 anni e può anche avere patente e porto d'armi sospesi o revocati.