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Dino Tommasi designatore ad interim: domani il suo "esordio"

Il vicepresidente Massini: "Segno di continuità". Oggi sentenza su Zappi: resta lo spettro commissario

Dino Tommasi designatore ad interim: domani il suo "esordio"
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È stato scelto Dino Tommasi, uno dei quattro superstiti della squadra dei designatori di Gianluca Rocchi, autosospeso dopo la notifica dell'indagine a suo carico per frode sportiva aperta a Milano. 50 anni, una vita nel mondo arbitrale prima da fischietto in serie A e poi come dirigente del settore, Tommasi è stato più volte spedito da Rocchi stesso dinanzi alle telecamere di Dazn per partecipare alla trasmissione Open var, dedicata ai casi più discussi del campionato. Veneto di Bassano del Grappa, sarà il designatore a interim di serie A e serie B fino al termine della stagione e debutterà ufficialmente con le designazioni del prossimo turno di campionato che saranno rese pubbliche domani mattina. "Abbiamo deciso nel segno della continuità", la spiegazione didascalica di Francesco Massini, il vicepresidente vicario dell'Aia che ha guidato i lavori del comitato nazionale. Oggi pomeriggio, invece, è previsto il secondo atto di questa "Arbitropoli" con l'esito del ricorso presentato dinanzi al collegio di garanzia del Coni da parte del presidente nazionale dell'associazione arbitri Antonio Zappi che è stato raggiunto da una inibizione di 13 mesi, squalifica tale da prevedere la decadenza dalla carica.

Se fosse confermato il giudizio dei primi due gradi della giustizia sportiva, l'Aia si ritroverebbe con il presidente decaduto, due designatori (Rocchi e Gervasoni) autosospesi perché indagati nell'inchiesta penale di Milano e con altri arbitri che farebbero parte dell'elenco di indagati non ancora comunicati ufficialmente agli interessati e riferiti a partite ed episodi dello scorso campionato. Dinanzi a uno scenario del genere, il commissariamento del settore arbitrale sarebbe inevitabile ma qui sorge una questione tecnica molto delicata. Sotto l'aspetto formale infatti il presidente della Figc Gabriele Gravina potrebbe adottare tale provvedimento che è per sua natura dichiarata, straordinaria. Allora il quesito tecnico diventa il seguente: può Gravina farlo essendo in deroga quale dimissionario e quindi abilitato all'ordinaria amministrazione? Solo gli esperti del ramo possono rispondere al quesito. Nel frattempo mentre la politica e in particolare il governo continuano a fare il tifo per il commissariamento del calcio che di fatto fermerebbe la corsa alle elezioni del 22 giugno, il presidente dei dilettanti Giancarlo Abete si è ufficialmente schierato contro una eventualità del genere. "Non è mai una salvezza - ha spiegato - Lungo la mia esperienza nel calcio ne ho vissuti ben 5 e siamo sempre ripartiti".

Sul tema, l'unico deputato a esprimere un orientamento è il presidente del Coni Buonfiglio, ieri impegnato a Napoli in incontri istituzionali con il sindaco di Napoli e il presidente della regione Campania per preparare alcune manifestazioni sportive da organizzare in quel territorio.

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