Disabile morto dopo una caduta: il Comune ha già riasfaltato la buca

Piazza Brunelleschi, intervento-record malgrado la Procura avesse sequestrato l'area. Forse per coprire le responsabilità

Firenze Un tempismo perfetto: un ragazzo disabile resta incastrato con la carrozzina sul selciato, batte la testa e muore dopo poche ore, ma quando la Procura arriva a sequestrare l'area trova la buca già riasfaltata dai tecnici del Comune.

Accade a Firenze, in piazza Brunelleschi, dove lunedì all'ora di pranzo uno studente universitario di 21 anni Niccolò Bizzarri, da anni affetto da una malattia neurodegenerativa è caduto battendo la testa sui lastroni di pietra, per poi accusare un malore fatale al pronto soccorso di Santa Maria Nuova, con tutta probabilità proprio in seguito alla caduta. Considerata la giovane età del ragazzo, la Procura fiorentina ha subito disposto il sequestro della salma e ordinato che venga eseguita l'autopsia per chiarire le cause della morte.

Allo stesso tempo ha fatto sequestrare anche la porzione di selciato di piazza Brunelleschi, ma quando sono state sistemate le transenne la buca era già stata riasfaltata, compromettendo in maniera significativa la scena. I magistrati, che hanno aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo, cercheranno comunque di capire la dinamica dell'incidente grazie alle telecamere di videosorveglianza. Ma non è l'unico punto oscuro: resta da capire se al momento del malore Niccolò fosse ancora ricoverato al pronto soccorso o se si trovasse subito fuori dal reparto con in mano il foglio di dimissioni. Decisive saranno la cartella clinica e le testimonianze dei presenti.

Resta la tragedia di una morte che nell'ambito universitario ha colpito le coscienze: Niccolò Bizzarri era iscritto a Lettere - di cui era anche rappresentante degli studenti per Lista Aperta - e lunedì con la sua sedia a rotelle elettrica stava percorrendo piazza Brunelleschi, quando a causa di una buca si è sbilanciato cadendo violentemente a terra e riportando ferite al viso e al braccio. «Le ruote si sono bloccate per il dislivello di 10 centimetri che c'è tra una pietra e l'altra e Niccolò è stato catapultato a terra - racconta un testimone - ma sembrava stesse bene. Avvertiva qualche dolorino, nulla di più». Niccolò ha anche chiamato i genitori col cellulare, per avvisarli. Arrivato al Pronto soccorso in codice verde, gli è stato diagnosticato un trauma cranico. Poi verso le 20.30 l'improvviso peggioramento, e nonostante lo sforzo dei medici (tra cui un cardiologo e un anestesista) il decesso.

Per ricordare Niccolò, martedì 400 studenti si sono ritrovati nella parrocchia di San Michele a San Salvi: «Niccolò racconta Francesco, un amico - aveva una grande fede: con la sua semplicità era entrato nel cuore di tutti, non si era mai lamentato della sua malattia, e grazie alla sua caparbietà in Facoltà si stava facendo tanto per abbattere le barriere architettoniche». Sul selciato restano dei fiori bianchi, qualche biglietto e «A Silvia» di Giacomo Leopardi. Cordoglio alla famiglia è stato espresso dal rettore Luigi Dei.

L'episodio scatena la polemica politica. «Da anni come Forza Italia - accusa il capogruppo Jacopo Cellai - siamo impegnati perché piazza Brunelleschi possa essere risanata. Quando si abbandonano al loro destino pezzi di città, non possono che accadere cose brutte, e stavolta la sorte è stata davvero implacabile».