Coronavirus

Discoteche aperte le date "ballano". Salvini insiste: "In pista a luglio"

Nessuna certezza per un settore penalizzato. Le regioni invocano il via libera col green pass ma restano i nodi mascherine e capienza. Costa: "Il criterio non sarà il distanziamento"

Discoteche aperte le date "ballano". Salvini insiste: "In pista a luglio"

L'unica cosa certa è che le discoteche riapriranno. Ma non è ancora dato sapere come e quando. Dettagli tecnici? Mica tanto se si calcola che ogni giorno di rinvio della decisione significa migliaia di euro persi per i gestori dei locali. Che ovviamente premono. Il leader leghista Matteo Salvini li appoggia e dice ad alta voce una data: primo luglio, lo stesso giorno in cui l'Italia abbandonerà ogni forma di coprifuoco. «È sempre meglio un divertimento sano e controllato, del casino, delle ammucchiate e dei rave party fuori da ogni controllo - spiega -. Consentire di riaprire a chi è guarito, vaccinato o tamponato che tipo di pericolo può creare?».

Ma i nodi da sciogliere sono infiniti e non ci si può certo permettere di essere leggeri come l'estate scorsa, quando sulle piste dei più rinomati locali della Sardegna sono esplosi focolai di Covid tra i giovani che abbiamo pagato cari.

Stavolta le cose vanno fatte con più intelligenza. Già oggi il Cts potrebbe pronunciarsi sulle riaperture in sicurezza. E nelle prossime ore si terrà l'incontro previsto tra il sottosegretario alla Salute Andrea Costa e la Silb (Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo). Non si tratta di un tavolo tecnico, non essendoci né il ministro né alcun rappresentante del Comitato tecnico-scientifico, bensì di un incontro, richiesto dalla stessa associazione di categoria, per affrontare le problematiche relative alla riapertura dei locali da ballo.

Il piano discoteche, insomma, è tutto da scrivere. Le regioni chiedono a gran voce il green pass, unica vera garanzia di sicurezza per il popolo della notte. «Penso sia un'operazione utile per due motivi - spiega il presidente della Conferenza delle regioni Massimiliano Fedriga -. Favorisce la partecipazione dei giovani alla campagna vaccinale e dà ossigeno ad un settore che è stato devastato». Il pass, assieme ai tamponi (fatti entro le 36 ore dall'ingresso) al momento suonano come le uniche garanzie anti contagio. Per il resto, è necessario capire se obbligare gli avventori all'uso della mascherina, se consentire l'apertura solo ai locali all'aperto e se permettere l'ingresso a tutti o solo con numeri contingentati di persone per avere l'illusione di conservare le distanze tra chi balla.

«Non possiamo pensare che il criterio per riaprire possa essere il distanziamento - spiega il sottosegretario alla salute Andrea Costa - perché la discoteca è per definizione un luogo di aggregazione in cui si sta insieme. Quindi dobbiamo assolutamente individuare dei criteri, dei parametri diversi. Sicuramente la questione della capienza, con delle limitazioni, ma dobbiamo individuare un protocollo che consenta la tracciabilità e il monitoraggio in sicurezza di questi luoghi».

La consapevolezza è che il piano vada strutturato in tempi brevi per l'unico settore escluso dal Decreto Aperture. «A luglio riapriremo in ogni caso, ora basta» protestano i gestori delle discoteche della Sardegna: se dall'incontro con i sottosegretari della Salute Andrea Costa e Pierpaolo Sileri non arriverà un'indicazione chiara, la musica partirà comunque anche senza l'autorizzazione del Governo. «Quello di farci riaprire come ristoranti è stato un escamotage per non darci i ristori, e comunque il 99% di chi gestisce locali da ballo non è attrezzato per la ristorazione.

Alla fine, è meno costoso tenere chiuso che riaprire a quelle condizioni» protesta Piero Muresu, presidente dell'associazione dei locali da ballo.

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