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Donald dopo lo smacco tira dritto. "Alzo le tariffe per tutti al 15%"

Il tycoon si appella al Trade Act del 1974 "per proteggere aziende e lavoratori Usa". E attacca i "suoi" giudici: "I Dem votano contro i repubblicani a prescindere, noi no"

Donald dopo lo smacco tira dritto. "Alzo le tariffe per tutti al 15%"

Dopo la bocciatura della Corte Suprema Donald Trump tira dritto sulla sua politica commerciale e annuncia una nuova ondata di dazi globali. Prima spiega di aver firmato un ordine con cui impone "tariffe del 10 per cento su tutti i Paesi" (che entreranno in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio per 150 giorni, fa sapere la Casa Bianca). Poi rilancia su Truth: "In qualità di presidente aumenterò, con effetto immediato, i dazi mondiali dal 10 per cento sui paesi, molti dei quali hanno derubato gli Usa per decenni senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io!), al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15 per cento", afferma facendo riferimento alla Section 212 del Trade Act del 1974, quella che consente l'introduzione delle imposte fino a quella percentuale ma per un periodo di soli cinque mesi. "Nel corso dei prossimi pochi mesi, l'amministrazione determinerà ed emetterà le nuove tariffe legalmente ammissibili, che proseguiranno il nostro straordinario processo per rendere l'America di nuovo grande", prosegue tornando a criticare la sentenza, che ritiene "ridicola". Pennsylvania Avenue assicura che i dazi continueranno a essere uno "strumento essenziale per proteggere aziende e lavoratori Usa, ridurre i costi e alzare i salari". E il comandante in capo critica ancora i giudici che hanno votato contro: "Ciò che è successo con i due giudici della Corte Suprema che ho nominato, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, non sembra mai accadere con i democratici. Loro votano contro i repubblicani, e mai contro sé stessi, indipendentemente da quanto siano valide le nostre argomentazioni. Almeno non ho nominato John Roberts, che ha guidato gli sforzi per consentire alle nazioni straniere che ci hanno truffato per anni di continuare a farlo", afferma riferendosi al presidente del tribunale, nominato da George W. Bush. "I membri della Corte Suprema che hanno votato contro i nostri dazi dovrebbero vergognarsi", prosegue, dicendo si sono comportati "come degli stupidi e dei cagnolini" e sono stati "molto anti-patriottici e sleali verso la nostra Costituzione". E definisce il suo "nuovo eroe" il togato Brett Kavanaugh (da lui nominato nel 2018): "Insieme, ovviamente, a Clarence Thomas e Samuel Alito, non c'è alcun dubbio che loro vogliono rendere l'America di nuovo grande", dice lodando i tre saggi che hanno votato a favore dei dazi. Intanto il governatore dell'Illinois, il democratico JB Pritzker, apre la battaglia dei rimborsi, inviando una lettera alla Casa Bianca con cui chiede il rimborso di 8,6 miliardi di dollari a 5,1 milioni di famiglie dello stato (circa 1.700 dollari ognuna), per i dazi. "Le vostre tariffe hanno devastato gli agricoltori, fatto infuriare gli alleati e fatto schizzare i prezzi dei generi alimentari - afferma -. Questa lettera e la fattura sono la richiesta ufficiale di risarcimento. Se non ottemperate, prenderemo ulteriori provvedimenti".

Anche il governatore (dem) della California Gavin Newsom afferma che gli americani meritano un rimborso per quella che definisce una "appropriazione indebita di denaro". "È ora di pagare il conto, Donald", scrive su X, sottolineando come "ogni dollaro che la tua amministrazione ha sottratto illegalmente deve essere immediatamente rimborsato, con gli interessi".

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