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Dalle baby gang ai violenti nei cortei: le nuove misure per la sicurezza

Arriva il fermo preventivo di dodici ore per prevenire i disordini nelle piazze. Ampliata la facoltà di arresto in flagranza differita grazie alle prove video

immagine di repertorio
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Daspo urbani più estesi, stretta su baby gang e pessesso di coltelli per i minori, giro di vite su manifestazioni violente e più poteri alle forze dell'ordine: il nuovo decreto sicurezza segna un cambio di marcia netto. Approvato dal Consiglio dei ministri, è ora all'esame del Parlamento per la conversione in legge.

UN INTERVENTO ORGANICO

Il decreto si inserisce in una linea di continuità con le precedenti misure adottate, ma introduce elementi di novità rilevanti. L'obiettivo dichiarato del governo è duplice: da un lato, aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini; dall'altro, rendere più efficaci le azioni di contrasto a fenomeni come degrado urbano, illegalità diffusa e criminalità organizzata o giovanile. La struttura del provvedimento si articola lungo cinque direttrici principali, che coprono ambiti diversi ma interconnessi. Si tratta, nelle intenzioni dell'esecutivo, di un intervento organico capace di incidere sia sulla prevenzione sia sulla repressione dei reati.

STRETTA SULLA VIOLENZA GIOVANILE

Uno dei punti centrali riguarda il contrasto alle cosiddette baby gang e, più in generale, alla violenza tra minori. Il decreto introduce, infatti, il divieto di vendita di armi da taglio ai minori di 18 anni, imponendo l'obbligo di verifica dell'identità al momento dell'acquisto. Parallelamente, vengono inasprite le pene per il porto ingiustificato di coltelli, con sanzioni che possono arrivare fino a tre anni di reclusione. Significativa anche la previsione di responsabilità diretta per i genitori, chiamati a rispondere economicamente in caso di reati collegati all'uso di armi da parte dei figli. L'obiettivo è intervenire non soltanto sul piano repressivo, ma anche su quello prettamente educativo e preventivo.

MANIFESTAZIONI E ORDINE PUBBLICO

Un altro capitolo delicato è quello relativo alle manifestazioni. Il decreto introduce misure per prevenire disordini e violenze durante eventi pubblici, tra cui il divieto di partecipazione per soggetti già condannati per reati gravi commessi in contesti analoghi. Viene inoltre previsto un fermo preventivo fino a dodici ore nei casi di concreto pericolo per l'ordine pubblico. Sul piano amministrativo, aumentano le sanzioni per i cortei non autorizzati, con multe che possono arrivare fino a dodicimila euro nei casi più gravi.

PIÙ CONTROLLI NELLE CITTÀ

Per quanto riguarda la sicurezza urbana, il decreto amplia l'uso del cosiddetto Daspo urbano, estendendolo anche a stazioni, aeroporti e mezzi pubblici. Si rafforzano le misure contro chi non si ferma all'alt delle forze dell'ordine, introducendo pene più severe e sanzioni accessorie come la confisca del veicolo. Viene inoltre ripristinata la procedibilità d'ufficio per alcuni reati predatori, come il furto con destrezza, e ampliata la possibilità di arresto in flagranza differita grazie all'utilizzo di prove video e fotografiche. Particolare attenzione è riservata anche alla tutela del personale dei trasporti e della scuola, spesso esposto a episodi di aggressione.

IMMIGRAZIONE E RIMPATRI

Il decreto interviene anche sul fronte dell'immigrazione, con l'obiettivo di rendere più rapide ed efficaci le procedure di espulsione. Tra le novità, l'obbligo di collaborazione all'identificazione per i detenuti stranieri e la semplificazione delle procedure in caso di reiterazione dell'ordine di espulsione. Viene inoltre previsto il potenziamento dei centri di accoglienza e dei centri per i rimpatri, anche attraverso deroghe normative, e un incentivo ai programmi di rimpatrio volontario assistito.

SOSTEGNO ALLE FORZE DELL'ORDINE

Un ulteriore pilastro del provvedimento riguarda le forze dell'ordine. Sono previste nuove assunzioni con procedure semplificate e un ampliamento dei poteri investigativi, in particolare per la polizia penitenziaria, che potrà operare sotto copertura in caso di reati gravi in carcere. Importante anche la norma che modifica l'iscrizione nel registro degli indagati in presenza di cause di giustificazione, oltre alla garanzia di tutela legale con anticipo delle spese per il personale impegnato in operazioni legittime. L'intento è quello di sostenere concretamente chi opera quotidianamente per la sicurezza.

I NUMERI E LA STRATEGIA COMPLESSIVA

Il decreto si accompagna a una narrazione basata sui risultati già ottenuti: 2,8 milioni di controlli già effettuati nelle stazioni ferroviarie, due milioni nelle città, quattromila sgomberi di abitazioni e di stabili occupati in tre anni, migliaia di operazioni ad "alto impatto", un calo generale dei reati (-15 per cento di omicidi e -6 per cento di furti) e un piano significativo di assunzioni tra le file delle forze dell'ordine, con oltre 42mila nuovi agenti.

Nel complesso, il nuovo decreto sicurezza si presenta come un intervento ampio e articolato, destinato a incidere su diversi aspetti della vita pubblica.

Resta a questo punto da vedere come il Parlamento modificherà il testo nel corso dell'iter di conversione e quale sarà l'impatto delle misure una volta entrate pienamente in vigore, anche alla luce del confronto politico e delle osservazioni che emergeranno nel dibattito pubblico.

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