Con Draghi al governo i ministri senza social: il cambio di passo rispetto a Conte

Mario Draghi non ha i social network e come lui molti dei ministri scelti per il governo: una rivoluzione radicale rispetto al suo predecessore

Con Draghi al governo i ministri senza social: il cambio di passo rispetto a Conte

L'era di Conte e di Casalino si è definitivamente chiusa. Non solo formalmente con il passaggio di consegne. La differenza con il precedente esecutivo è palese anche nella comunicazione e nella personalità dei ministri scelti da Mario Draghi. Sobrietà è la parola chiave degli uomini e delle donne scelti dal presidente del Consiglio, al tal punto che i tecnici non hanno ancora aperto un loro profilo social. Non è chiaro se lo apriranno per le comunicazioni istituzionali, per seguire il filone inaugurato negli esecutivi precedenti o se, invece, si affideranno alle più canoniche note stampa per un ritorno al passato che sarebbe sicuramente maggiormente in linea con l'idea di Mario Draghi.

Nel corso del suo primo Consiglio dei ministri, il presidente è stato molto chiaro: si parla solo quando c'è davvero qualcosa da dire, altrimenti si tace. Una richiesta che non è caduta nel vuoto, come dimostra il repentino cambio di passo e di atteggiamento dei ministri che fino a pochi giorni fa erano nell'esecutivo di Giuseppe Conte. Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Daniele Franco, Patrizio Bianchi, Cristina Messa, Erika Stefani, Giancarlo Giorgetti, Roberto Garofali, Roberto Cingolani ed Enrico Giovannini sono una buona fetta dell'esecutivo. Ministri trasversali, di destra, di sinistra e tecnici, che non sono utilizzatori dei social network. Lo stesso Mario Draghi non compare ufficialmente con nessun profilo sulle piattaforme più note.

L'unico tecnico che ha un profilo social è Vittorio Colao, che però non è costante nel suo utilizzo. La sua è una presenza sporadica ed è quasi paradossale visto che è stato nominato ministro alla transizione digitale. Il profilo Facebook di Vittorio Colao ha un utilizzo meno istituzionale per il ministro, che preferisce utilizzarlo per condividere le sue passioni, lasciando i messaggi più incentrati sulla sua attività a Twitter.

Per il resto, tutti i ministri politici (tranne quelli già menzionati) sono particolarmente attivi sui social network. D'altronde, i grillini hanno fatto della comunicazione social una delle loro armi più affilate, come ha dimostrato lo stesso Giuseppe Conte negli ultimi due anni. Twitter e Facebook vengono generalmente utilizzati dai ministri per le comunicazioni istituzionali, con diversi linguaggi a secondo che si stia twittando o postando. Di norma, invece, Instagram viene lasciato per i post più personali e familiari, con qualche eccezione e qualche digressione, come Mariastella Gelmini che si è affidata a una comunicazione social molto pop ma politica anche su Instagram.

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