Due scosse e Zagabria si sbriciola. Danneggiata la cattedrale gotica

Sciame avvertito in Friuli. "C'è l'emergenza virus, è un macello"

Le strade sembrano scene da film di guerra, piene solo di gente che scappa. Fili del tram spezzati, calcinacci ovunque, auto schiacciate dalle macerie. A Zagabria è «un macello». In mezzo alla guerra al Coronavirus, due scosse di terremoto (magnitudo 5,4 e 4,9) colpiscono la capitale della Croazia. Anche qui la situazione è difficilissima: Zagabria è in isolamento, le temperature si sono abbassate di dieci gradi, c'è la neve. La gente è scesa fuori in strada, con le mascherine, avvolti dalle coperte. Il rispetto delle misure di contenimento del Covid ora diventa più complicato. Alcune case sono inagibili e alcuni per sconfiggere il freddo si sono chiusi nelle loro auto. Altri trasferiti nei dormitori per gli studenti. Le immagini sono impressionanti. Edifici danneggiati, auto distrutte e strade del centro piene di calcinacci.

La cattedrale di Zagabria, bellissima costruzione neogotica che svetta per 108 metri e che ricorda vagamente Notre Dame de Paris, è gravemente danneggiata. La punta di una delle due guglie è crollata ed è finita sopra il tetto della sede arcivescovile. Il rettore della cattedrale, monsignor Josip Kuhtic, ha parlato di «stato di choc totale». Il primo ministro croato Andrej Plenkovic ha parlato del più forte terremoto degli ultimi 140 anni. La prima scossa è stata registrata alle 6.24 nel nord della città, ed è stata avvertita anche in Italia, in alcune località del Friuli Venezia-Giulia e a Pesaro. Poi la seconda. «Dopo la scossa che è stata tremenda ci racconta Teo, un ragazzo croato di Spalato che vive a Zagabria - la gente è scesa in strada. Siamo in quarantena per il Coronavirus quindi tutti con le mascherine. Era molto presto ed eravamo ancora addormentati; sembravamo degli zombi, faceva freddo, sirene ovunque, polizia, pompieri, ambulanza, poi come se non bastasse qualche fiocco di neve». «Ora siamo ancora senza trasporto pubblico ci dice che era già ridotto per via del Coronavirus». Un ragazzo di quindici anni ieri sera era ricoverato in gravi condizioni. Diversi i feriti. La sera la corrente è ritornata. «Esercito e servizi di emergenza hanno fatto un lavoro grandioso ci raccontano - Forse è stata una fortuna il fatto che tutti dovevamo stare in casa perché questi posti del centro sono molto frequentati. Fosse stata una giornata normale ci sarebbero stati tanti morti».

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