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E il partito musulmano ora pretende la moschea: "I dem ce la devono"

Tieri, il fondatore di Muro27, contro il presidente del V Municipio a Roma. "Era nel programma elettorale"

E il partito musulmano ora pretende la moschea: "I dem ce la devono"
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Il partito islamico di Roma vuole la sua moschea. L'associazione MuRo27, presieduta da Francesco Tieri, polemizza con il Pd per la mancata realizzazione del luogo di culto islamico a Centocelle. La stessa moschea che era stata promessa dal "campo largo" in campagna elettorale. In un video postato sul web, l'italiano, che si è convertito all'islam e che ha dato vita alla prima sigla politica islamista nella Capitale, ha attaccato Mauro Caliste, presidente del V Muncipio, invitandolo a "promuovere un'iniziativa nei confronti del Comune, per far emergere sul piano urbanistico i luoghi di culto di tutte le minoranze". Caliste, in sostanza, è accusato di essere inadempiente.

Proprio Tieri, cinque anni fa, aveva provato la scalata a Centocelle candidandosi alle primarie del centrosinistra. Ma la scelta dei cittadini è ricaduta su Caliste, che è finito così al centro delle attenzioni di MuRo27. "Quello che chiediamo - insiste Tieri nel filmato - è la gestione di spazi di preghiera per le minoranze. Alla fine del mandato c'è ancora tempo, il presidente Caliste porti a termine gli impegni assunti". Insomma, la moschea - che era nel programma elettorale dei dem - deve diventare realtà. Sono beghe interne al "campo largo", la coalizione con cui MuRo27 dialoga a Roma, la stessa che continua a candidare numerosi esponenti della comunità islamica nelle istituzioni italiane. "Il caso è riesploso ed è stato lasciato in balia di quelli della Remigrazione. Ma un'amministrazione non può restare a guardare questi processi dal balcone", chiosa Tieri, sempre sul luogo di culto nel quinto Municipio. Il tema è di stretta attualità: il consigliere comunale capitolino di Fratelli d'Italia Federico Rocca e il suo collega Fabio Piattoni, che invece siede in Consiglio municipale, hanno fatto emergere come non esistano i titoli urbanistici per la realizzazione della moschea. L'immobile individuato, che è in un seminterrato a Piazza delle Camelie, non è idoneo. E Tieri, che ha scritto la parte del programma elettorale sulla costruzione di un luogo di culto islamico, non è disposto a rassegnarsi. Ma non è tutto. Le comunità straniere di Roma, guidate sempre da MuRo27, stanno battagliando anche su un'altra questione: la mancata applicazione dell'articolo 20 dello statuto comunale.

Sì, perché secondo quella norma, la Capitale, in ogni assemblea, dovrebbe dotarsi di un consigliere straniero. La diatriba è addirittura finita davanti ai magistrati. Chissà se i dem continueranno a considerare Tieri un alleato.

FraBo

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