E pungolato sulle Europee si sfila: "Candidato sovranista? Non scherziamo"

Il segretario della Lega: «Mi piace quel che faccio, il governo durerà»

E pungolato sulle Europee si sfila: "Candidato sovranista? Non scherziamo"

PIer Francesco Borgia

Roma Di ritorno da Bruxelles Matteo Salvini si stupisce soprattutto di una cosa: il prestigioso sito di informazione politica.eu lo ha scelto come politico dell'anno. «Se scelgono me vuol dire che l'Unione Europea sta messa male», dice con insospettabile understatement alla platea accorsa ieri in via Vittorio Veneto per la presentazione dell'ultimo volume di Bruno Vespa, Rivoluzione (Mondadori). Con i due nel tavolo dei relatori anche il direttore del Tg La 7, Enrico Mentana, e il neodirettore del Tempo Franco Bechis. I tre cronisti di lungo corso lo incalzano ma senza riuscire a sorprenderlo. Salvini resta padrone della scena. Gli chiedono se la manovra sarà corretta e il ministro dell'Interno risponde che non si attacca ai decimali ma che certo non verranno traditi i proponimenti che stanno alla base del contratto di governo e che sicuramente hanno reso questo governo forte anche dal punto di vista dell'opinione pubblica e del consenso. Le modifiche alla Fornero (quota 100), flat tax e reddito di cittadinanza non si toccano. Si schermisce anche quando Mentana prova a pungolarlo a proposito delle Europee di maggio. Salvini candidato come leader dei sovranisti? «Non scherziamo - commenta tra il divertito e il compiaciuto -. Il lavoro che faccio adesso mi piace e mi appassiona. Magari riparliamone dopo il mio compleanno (il 9 marzo, ndr)». E intanto l'affresco che fa della federazione europea è impietoso. «Non mi sembra che la Ue goda uno stato di salute tale da poterci inquisire. Macron in Francia non se la passa bene. Problemi non irrilevanti ha la Merkel a casa sua. Spagna e Grecia non ne parliamo nemmeno. E vogliono istruire una procedura d'infrazione per l'Italia? Sicuramente non stiamo simpatici a qualcuno. Il nostro governo gialloverde a Bruxelles è visto come un imprevisto».

Nel libro di Vespa si raccontano alcuni retroscena. Come i contatti tra leghisti e grillini ben prima delle elezioni e i tanti messaggini scambiati tra Matteo Renzi e Matteo Salvini dopo il voto. «È vero che con Renzi siamo stati in contatto perché era chiaro che il Pd non avrebbe fatto un patto con il Movimento di Grillo, mentre sugli abboccamenti tra grillini e leghisti io non ne sapevo niente e sicuramente non ho mai visto e conosciuto Casaleggio, come afferma qualcuno».

Vespa prova a sondare la sua disponibilità per un governo di centrodestra ma la risposta di Salvini sembra non lasciare appello: «Questo governo durerà almeno cinque anni». E poi rivela che furono proprio Berlusconi e la Meloni a spingerlo. «Vai e prova, mi hanno detto - spiega il ministro - e io sono andato, ci ho provato e la cosa mi piace». Poi nega i malumori di Di Maio sulle riunioni tenute dai vertici della Lega con gli altri partiti del centro-destra. «Governiamo in tante regioni. Ci saranno sempre alleanze di centrodestra, se ci sarà il candidato giusto e il programma giusto. Entro questa settimana ci saranno scelte». E comunque lo «stato di grazia» del politico Salvini potrebbe continuare a lungo a detta dello stesso. «Tengo una foto di Renzi in casa. Mi ricorda che io devo parlare con tutti senza distinzioni». Un modo per dire: non farò fare alla Lega la fine che ha fatto il Pd.

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