Ecco il piano di Di Battista: meno Salvini e più Greta...

Alessandro Di Battista sembra aver abbandonato le posizioni populiste ed eurocritiche sostenute fino a poche settimane fa per concentrarsi su temi ambientali

Ecco il piano di Di Battista: meno Salvini e più Greta...

Sembra proprio che anche Alessandro Di Battista abbia sotterrato l’ascia e si sia adeguato al nuovo corso pentastellato. Colui che da sempre viene considerato tra gli esponenti più “ortodossi” del M5s ha deciso di dire addio alle posizioni populiste e eurocritiche decidendo di sposare una linea più ecologista, quasi come un novello adepto del "gretinismo" che tanto andava di voga prima dell’emergenza sanitaria.

Quello di Dibba è un cambio di rotta improvviso e, per certi versi, clamoroso. Se fino a febbraio l’esponente pentastellato usciva con battute capaci di mettere in difficoltà il governo, oggi la sua condotta sembra essere cambiata. E in modo radicale. Si ricorderà, ad esempio, che lo scorso anno era stato proprio lui a tentare di avvicinare il Movimento ai gilet gialli francesi per combattere la comune battaglia contro l’Europa dei burocrati. Un tentativo a dir poco disastroso ch portò quasi ad una crisi diplomatica con la Francia. Poi lì innamoramento dell'Iran, forse anche in funzione anti-Trump, e le battaglie recenti contro Mes e in favore della Cina. Oggi, però, tutto è cambiato. Forse strategia o forse perdita di interesse per argomenti che non scaldano più il cuore.

Come sototlinea Repubblica, le nuove battaglie di Dibba riguardano l’ambiente. Non è un caso che una delle proposte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista degli Stati generali dell'Economia sia stata "un miliardo di euro per un milione di alberi". Il premier ha colto la palla al balzo e con una fava ha catturato due piccioni: distoglie l’attenzione dalla crisi economica e tiene a bada l’"ortodosso" che aveva lanciato la sua idea di un servizio civile ambientale pagato dallo Stato. E il presidente del Consiglio sembra essere contento. Meno avversari interni ha, tanto meglio per lui. E poi avere dalla sua parte una figura comunque storica del M5s può essere solo un vantaggio.

L’ex incendiario che è diventato pompiere. Di Battista avrebbe anche sposato l’idea dello Stato imprenditore. "In un momento di crisi profonda come quello che il Paese sta vivendo è lo Stato a dover lanciare idee e imprese per creare innovazione e occupazione", ha affermato il pentastellato. E proprio ad uno di questi progetti sta lavorando Dibba con un gruppo di giovani ingegneri. "È un progetto- ha spiegato- di car sharing pubblico con l'obiettivo di sostituire nei prossimi 20 anni 4 milioni di auto private con 4 milioni di auto che appartengono alla collettività".

Per portare a termine il piano vorrebbe coinvolgere il ministero dello Sviluppo Economico che, almeno nel suo intento, dovrebbe dar vita a una società finanziata dallo Stato. "Da un anno insistevo con Fabiana Dadone sul tema del telelavoro non mi piace chiamarlo smart working, preferisco i nomi italiani", ha affermato l’ex parlamentare 5s. Ci sarebbe già l’accordo sul nome della società: People. Pare che l’idea si sia ulteriormente sviluppata nel periodo del lockdown: "Con l'aumento del lavoro da casa, l'auto di proprietà diventerà un concetto obsoleto. Così come ci sono multinazionali americane che investono nello sharing, credo debba investire il Mise con creazione di nuove imprese pubbliche, che diano lavoro ai cittadini e contemporaneamente diano servizi". Tutto, però, deve seguire una precisa ottica ambientale tanto che le auto di cui parla saranno elettriche.

Di Battista dice che, per il suo progetto, si ispirato allo studio che il sociologo Domenico De Masi aveva fatto sul futuro del lavoro. Ma l’ex incendiario divenuto pompiere deve fare attenzione. Uniformarsi alla massa potrebbe essere uno svantaggio sia per lui che per il M5s. Se oggi Dibba è temuto lo deve alla sua fama di grillino ortodosso. E se i nostalgici del Movimento duro e puro dovessero perdere uno dei loro punti di riferimento potrebbe aprirsi una nuova crepa nel mondo pentastellato che poi sarà difficile richiudere.

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