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El Koudri e i ritorni a Seriate. "Ha contatti in moschea"

Le voci dal centro islamico nel paese di origine: "Sente qualcuno ed è passato di qui due volte negli ultimi anni"

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Salim El Koudri è nato qui, tra capannoni e villette che si guardano e a volte persino si sfiorano. Arrivata negli anni Novanta dal Marocco, la sua famiglia aveva messo piede a Seriate senza però mettere radici. Dopo pochi anni è arrivata la decisione di trasferirsi qualche centinaio di chilometri più a sud, in Emilia Romagna. È lì che il 31enne ha vissuto fino al giorno in cui ha premuto l'acceleratore per travolgere la folla a Modena.

I legami tra El Koudri e la piccola cittadina bergamasca sembrano in apparenza esaurirsi qui, in un luogo di passaggio nell'esistenza di un uomo qualunque.

Eppure tra le strade e le case attraversate dal Serio emerge un racconto diverso. "Negli ultimi anni è passato a Seriate almeno un paio di volte". A parlare sono due giovani, anche loro sono italiani di seconda generazione e sono sulla trentina proprio come Salim El Koudri. Frequentano la moschea di Seriate gestita dalla Ong "Minhaj Ul Quran". Proprio nei pressi del centro islamico in una zona alla prima periferia di Seriate - spiegano: "Ha incontrato qualche fedele, è andato in moschea. Sembrava che si conoscessero da tempo". I due invece non conoscono direttamente Salim, ma riferiscono di sapere chi ha incontrato a Seriate. "Era strano". Nessun riscontro né ufficialità, solo voci che ipotizzano un legame finora inedito del responsabile dei fatti di Modena con la galassia islamica bergamasca.

I contatti del 31enne con Seriate nascono e muoiono dentro quella rete, fatta di centri culturali e moschee non sempre ufficiali che si sviluppano all'ombra delle aziende manifatturiere locali. È in questa fetta del Nord Italia che negli anni si sono concentrate le indagini delle Procure per jihadismo, radicalizzazioni e rischio terrorismo. Perché in questo humus fatto di tanto lavoro, di conurbazioni multietniche e di un aeroporto internazionale come scalo strategico, gli estremismi spesso si annidano.

Nel paese nessuno conosce Salim né la famiglia El Koudri, come conferma il sindaco Gabriele Cortesi: "Ho fatto alcune ricerche interne e ad oggi non risultano residenti con quel cognome nel comune di Seriate. Se poi ha avuto altri contatti con la nostra comunità ad oggi non solo in grado di dirlo". Di certo "la comunità marocchina di Seriate non ha una forte identità" e - con circa 280 residenti su una popolazione di 25mila abitanti "non è particolarmente rilevante". Più stratificato lo scenario della comunità islamica, che conta molteplici nazionalità e culture presenti nel tessuto sociale.

Il ritorno di El Koudri sul luogo delle origini potrebbe essere allora una coincidenza, oppure negli ultimi anni l'uomo potrebbe aver effettivamente intessuto rapporti a distanza con islamici nella Bergamasca. È possibile che quelle relazioni abbiano fatto breccia nella personalità già fragile di un giovane definito "strano", che negli ultimi tempi aveva interrotto il suo ciclo di cure?

Un dettaglio non trascurabile, sebbene per gli inquirenti la pista della radicalizzazione sia esclusa a vantaggio di quella dell'instabilità psichica.

Intanto sabato pomeriggio, subito dopo i fatti di Modena, la famiglia El Koudri è andata via da Ravarino.

Hanno caricato bagagli e altro su un furgone e sono andati via. Chissà se i genitori del 31enne accusato di strage hanno qualche risposta alle tante domande che aleggiano su un caso inquietante, che avrebbe potuto registrare un bilancio ancora più drammatico.

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