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"El Koudri voleva la strage. Non ha agito per pazzia"

Il gip: "Puntava a colpire più persone possibili". Controlli su pc e cellulare per capire se si è auto esaltato su internet o se è stato "spinto" da qualcuno

"El Koudri voleva la strage. Non ha agito per pazzia"
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"È giusto che io sia in carcere", sono le sole parole sagge pronunciate da Salim El Koudri, l'italiano di famiglia marocchina, che ha seminato sangue e terrore nel centro di Modena. Il suo avvocato, Fausto Gianelli, già punta a farlo trasferire in una Rems, una struttura residenziale per malati di mente pericolosi, ma per ora la giudice delle indagini preliminari ha convalidato l'arresto in carcere. Il vero colpo di scena è che la gip Donatella Pianezzi ha scritto nero su bianco nella sua ordinanza che "al momento non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia - disturbo schizoide di personalità - per il quale Salim El Koudri era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia". Non solo: "Voleva colpire più persone possibili" nel centro di Modena e c'era un pericolo di fuga in Marocco, dove ha mantenuto i contatti con alcuni familiari. Non solo: poteva "commettere altri delitti della stessa specie". Nell'ordinanza ha anche disposto "l'osservazione delle condizioni psichiche dell'indagato".

Il legale conferma la notizia pubblicata ieri sul Giornale delle telefonate di El Koudri a basi Nato, come Camp Darby, in Toscana, per chiedere informazioni sui menù interni e sulle modalità di arruolamento. E rivela che quando ha inviato alla sua università delle mail con le frasi d'odio nei confronti dei cristiani "era un praticante musulmano" ma "poi ha abbandonato la fede islamica". Non però insulti violenti e pure apprezzamenti sessuali, al limite della molestia, censurati da Meta. In uno dei suoi account sui social "attacca quelli che fanno soldi immeritatamente e c'è un post contro Chiara Ferragni". La nostra intelligence ha attivato "tutti i collegati europei" e anche in Nord Africa, per chiedere informazioni su El Koudri, ma "al momento non è saltato fuori niente", anche se eventuali tracce o collegamenti "richiedono tempo". Chi lavora al caso e conosce bene il modus operandi dei jihadisti ammette che "la tipologia utilizzata a Modena, di fatto, è di tipo terroristico, ma, per ora non risulta alcuna attivazione o contatto sospetto". Per capire fino in fondo se El Koudri si è auto esaltato, magari guardando su internet i filmati delle stragi jihadiste con macchine lanciate come ariete da Nizza a Barcellona, oppure sia stato "spinto" da qualcuno saranno fondamentali i controlli approfonditi sui suoi congegni elettronici, da cellulare a computer. Lo stesso accusato di strage ha fornito senza problemi il codice di sblocco del cellulare. "Per scavare a fondo in questo quadro di disagio psichiatrico e per capire, tramite i contatti presenti nel cellulare, se qualcuno si è inserito e si è approfittato di questi disturbi mentali", ha spiegato Gianelli aprendo uno spiraglio su possibili spinte esterne. Testimoni del paese dove viveva El Koudri hanno riferito che parlava spesso al cellulare, in francese, forse con il Marocco o con un maghrebino. Gli investigatori stanno analizzando i tabulati risalendo nel tempo.

Davanti alla gip El Koudri non ha aperto bocca, ma la sua ordinanza non dà per scontato l'azione di un folle ribaltando tutto. La Procura ha confermato l'accusa di strage e nessuna aggravante terroristica o di odio razziale, ma non gli addebitano neppure la premeditazione. In pratica è salito in auto, utilizzandola come un ariete nel centro città, con un coltello da 20 centimetri, convinto di morire, come ha ammesso, per caso. L'ordinanza del gip accende un faro enorme sulla modalità e di conseguenza il movente.

Per il legale El Koudri viveva in una condizione di "frustrazione" dopo la laurea, perché non trovava un lavoro adeguato, come tanti giovani italiani.

"Per circa un anno e mezzo aveva seguito una terapia e la situazione era migliorata - spiega Gianelli - Poi ha interrotto tutto e sentiva delle voci, non dormiva più, aveva la tachicardia". Secondo il legale "non sarebbe stato curato adeguatamente", ma il gip mette in dubbio che abbia agito spinto solo dal disagio mentale.

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