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Energia, il governo "blinda" il decreto

Posta la fiducia: bonus da 115 euro per le bollette e aiuti alle imprese. Resta il carbone

Energia, il governo "blinda" il decreto
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Il governo accelera sul decreto Energia e punta a blindare il provvedimento con il voto di fiducia alla Camera, confermando la volontà di intervenire rapidamente contro il caro bollette e garantire stabilità al sistema produttivo. A chiedere formalmente la fiducia è stato ieri il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La votazione per appello nominale è prevista per oggi alle 14, un passaggio decisivo per arrivare rapidamente al via libera e consentire poi l'ok del Senato entro il 21 aprile.

Il decreto, composto da dodici articoli, rappresenta uno dei pilastri della strategia dell'esecutivo per contenere l'impatto dei costi energetici su famiglie e imprese. Al centro del provvedimento c'è il rafforzamento degli strumenti di sostegno ai nuclei più vulnerabili, con un contributo straordinario da 115 euro per i clienti domestici con Isee fino a 25mila euro e l'estensione delle tutele anche al teleriscaldamento, insieme alla possibilità per i fornitori di offrire sconti volontari alle fasce intermedie. Parallelamente, il governo interviene sulla struttura del mercato con misure per favorire i contratti di lungo periodo sulle rinnovabili, sostenere le imprese energivore e utilizzare parte dei proventi delle aste Ets per ridurre le voci fisse delle bollette, con l'obiettivo di trasformare le risorse derivanti dalle emissioni in uno scudo per il sistema produttivo nazionale. In questa direzione si inseriscono anche le norme sulla trasparenza delle bollette, la stretta sul telemarketing selvaggio e la rimodulazione degli incentivi del Conto Energia, strumenti pensati per rendere il mercato più equo e meno esposto a distorsioni. Non meno importante la scelta di rafforzare la sicurezza energetica anche attraverso la proroga graduale delle centrali a carbone fino al 2038 come misura di salvaguardia in caso di emergenze.

Un'impostazione che si inserisce in un quadro internazionale complesso, come ha sottolineato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo al G7 Finanze. Di fronte alle tensioni in Medio Oriente e ai riflessi sui mercati, ha spiegato, serve "una rapida, coordinata e proporzionata risposta politica, tenendo ben presenti gli insegnamenti del 2022-23". Per il titolare del Tesoro l'aumento dei costi energetici resta "un problema critico per le industrie energivore che rappresentano il 20% della manifattura italiana", aggiungendo di essere "d'accordo con Christine Lagarde, dobbiamo trovare un giusto mix tra politica monetaria e fiscale".

Il nodo dei costi energetici e degli incentivi alle imprese si intreccia ora con il decreto Fiscale, sul quale il governo sta lavorando per trovare un punto di equilibrio con il sistema produttivo in vista del tavolo convocato domani al Mimit. Anche Confcommercio ha espresso "forte preoccupazione" per il taglio al credito d'imposta di Transizione 5.0, avvertendo che la riduzione delle coperture rischia di incidere sugli investimenti soprattutto nei settori del terziario più impegnati nell'innovazione.

In queste ore sono in corso riunioni tecniche tra Mef, ministero delle Imprese e Palazzo Chigi per definire un possibile accomodamento. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha avvertito che "l'industria europea ha bisogno di risposte immediate" e che "siamo in una situazione di emergenza economica: non puniteci".

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