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Energia, l'Italia si fa un varco nel Patto

Dombrovskis: "Valutiamo la richiesta di Meloni". Giorgetti: "Tante vie per l'obiettivo"

Energia, l'Italia si fa un varco nel Patto
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La linea diretta tra Roma e Bruxelles resta aperta e, soprattutto, sul dossier flessibilità non arriva alcuna chiusura europea. Nell'ultima giornata del G7 Finanze di Parigi, Giancarlo Giorgetti ha continuato a lavorare con la Commissione per ottenere margini sui conti pubblici legati all'emergenza energetica, mentre il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis ha lasciato intendere che la richiesta italiana verrà valutata senza preclusioni.

"Sì, ovviamente ne abbiamo discusso. Stiamo esaminando la questione", ha detto Dombrovskis riferendosi alla lettera inviata da Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen per chiedere che la clausola di salvaguardia prevista per la difesa possa essere utilizzata anche contro il caro energia. Un'apertura prudente ma politicamente rilevante, perché conferma che Bruxelles non considera chiusa la trattativa.

Il governo italiano insiste sul carattere eccezionale della situazione. "Il doppio shock a cui siamo stati sottoposti come economia italiana prima alla crisi energetica ucraina e ora alla crisi energetica del Medio Oriente è un unicum probabilmente in tutta Europa insieme alla Germania", ha spiegato Giorgetti. Un messaggio rivolto ai partner europei per sostenere che la sicurezza energetica è ormai parte integrante della sicurezza economica del continente.

La strategia del Tesoro resta quella di evitare uno scontro ideologico sul Patto di stabilità, cercando invece tutti gli spazi consentiti dalle nuove regole europee. "Non c'è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato e le stiamo esplorando tutte", ha sottolineato il ministro. Il riferimento è ai cosiddetti "fattori rilevanti" previsti dalla nuova governance fiscale europea, cioè quegli elementi che consentono alla Commissione di valutare con maggiore elasticità eventuali deviazioni temporanee dal percorso di rientro della spesa. Soprattutto, se entrate fiscali e spending review consentissero l'uscita in zona Cesarini dalla procedura per deficit eccessivo. "Ci sono tante sfumature e tante interpretazioni che con buona volontà possono offrire una via d'uscita", ha aggiunto Giorgetti.

La linea italiana, infatti, non punta formalmente a chiedere nuovo deficit aggiuntivo, ma a utilizzare parte della flessibilità già prevista per la difesa anche per finanziare gli interventi contro l'emergenza energetica. Nella lettera a von der Leyen, Meloni ha sottolineato che sarebbe difficile "spiegare all'opinione pubblica" l'utilizzo del programma europeo Safe senza una parallela attenzione ai costi dell'energia che stanno colpendo famiglie e imprese.

Intanto il governo prepara anche le misure interne. Venerdì il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare nuovi interventi per autotrasporto e trasporto pubblico locale, insieme al rinnovo dello sconto sulle accise. Un impegno da circa 400 milioni. "Credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto", ha ammesso Giorgetti.

A rafforzare le ragioni italiane c'è anche il peggioramento del quadro economico europeo. Standard & Poor's prevede "un rallentamento dell'economia europea e un aumento dell'inflazione, con impatti negativi sulla domanda dei consumatori". Una recessione, ha aggiunto, "diventa più probabile quanto più a lungo lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso". Domani, inoltre, arriveranno le previsioni economiche di primavera della Commissione europea, considerate decisive perché costituiranno la base tecnica sulla quale Bruxelles valuterà eventuali margini di flessibilità.

Sul tavolo europeo si apre, infine, anche il fronte agricolo.

La Commissione ha presentato un piano con oltre venti misure contro l'impennata dei costi dei fertilizzanti provocata dalla crisi mediorientale: aiuti "mirati e immediati" agli agricoltori, un regime temporaneo di liquidità attraverso la Pac e nuove scorte comuni per prevenire ulteriori shock.

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