Prima le aziende, poi i cittadini: ecco le regole della "fase due"

Governo al lavoro con il comitato tecnico scientifico per la fase due. Il primo passo riguarda piccole aperture per le attività produttive, il secondo gli spostamenti

I contagi calano. La curva dei nuovi malati sembra scendere. È ora della ormai nota fase due? Quel passaggio determinante verso la libertà? In molti se lo stanno chiedendo. E il governo ci starebbe lavorando. Oggi c'è stata infetti "una prima riunione per acquisire i pareri del Comitato tecnico scientifico". Obiettivo: iniziare a programmare questa nuova fase. Così viene definita la videoconferenza tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alcuni ministri e il Cts.

Dovrebbe avvenire in due step la fase due: il primo (dopo Pasquetta) riguarderebbe piccole aperture per le attività produttive, mentre il secondo (dopo il 4 maggio) interesserebbe una rimodulazione delle misure per spostamenti e uscite dei cittadini. Sarebbe questo l'orientamento emerso nel corso del vertice. I componenti del comitato avrebbero chiesto gradualità e massima cautela nell’avvio del disgelo, per evitare rischi di far risalire la curva dei contagi. Conte studia nuove misure meno restrittive: "Dobbiamo iniziare a predisporci per qualche misura di allentamento", perché il lockdown, questa specie di clausura forzata, non può durare troppo a lungo. "Bisogna ripartire, indicateci le regole". Così il premier si è rivolto ai componenti del comitato scientifico che deve fornire le indicazioni in vista del nuovo Dpcm che entrerà in vigore la prossima settimana.

Durante la riunione il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha illustrato la strategia sanitaria e assistenziale. Ha ricordato che il Paese sta ancora attraversando una fase di emergenza, ma la curva sembra essersi stabilizzata e cominciano ad arrivare segnali positivi. "Ora possiamo ragionare di una fase due, ma sempre in un approccio di massima prudenza, cautela e gradualità". Secondo Conte la fase due deve procedere, come detto in due step: prima le aziende, poi i cittadini. "Dobbiamo iniziare a predisporci per qualche misura di allentamento, perché la chiusura non può durare troppo a lungo e la sospensione dell’attività economica va contenuta il più possibile".

Per ripartire bisogna definire nuove modalità di organizzazione della vita sociale e lavorativa, così da poter allentare le misure e predisporre la riaccensione dei motori del Paese. Conte ha chiesto al Comitato tecnico scientifico un ulteriore sforzo per individuare questi nuovi modelli di organizzazione sociale ed economica, sempre però in un’ottica di massimo rigore e precauzione. Queste sarebbero le linee guida.

Sulla questione è intervenuto anche Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss. "Noi pensiamo che quale che sia la raccomandazione del Cts e la decisione del governo dovrà essere improntata alla massima cautela. Perché il virus continuerà a circolare e questo potrà portare a nuovi picchi". Rezza ha parlato al punto stampa nella sede della protezione civile, rispondendo a una domanda sulla riunione di oggi tra il governo e il comitato tecnico scientifico, in vista della scadenza del 13 aprile. "Io sono un epidemiologo. Fosse per me chiuderei tutto fino al vaccino, ma è chiaro che non è possibile e che questa scelta spetti alla politica. Le valutazioni del Cts come sempre verranno prese in considerazione, poi spetterà al governo decidere".

Il Cts continuerà a riunirsi anche nei prossimi giorni. "Noi continueremo a discutere su questo tema, non è esaurito. Per esempio, ci sono differenze geografiche, ma non vuol dire necessariamente che siccome l’incidenza è bassa in un’area sia più facile aprire. Potrebbe valere questo ragionamento, oppure potrebbe valere l’opposto, se ho raggiunto nell’area con un tasso più elevato un numero di popolazione immune sufficiente, potrei aprire lì".

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