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Esplode "Affidopoli", il dem Ricci nei guai. "I pm chiedono la revoca dell'immunità Ue"

L'europarlamentare disponibile: sono contento, spero che Bruxelles autorizzi. Ma il voto potrebbe arrivare a fine anno

Esplode "Affidopoli", il dem Ricci nei guai. "I pm chiedono la revoca dell'immunità Ue"
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Da tax the rich ad arrest the Ricci il passo è breve. "Le autorità competenti italiane mi hanno inoltrato una richiesta di revoca dell'immunità parlamentare di Matteo Ricci" relativamente alla sua corrispondenza telefonica, è stato l'amaro esordio al Parlamento europeo del presidente Roberta Metsola, intervenuta in apertura della sessione plenaria dell'Eurocamera. L'eurodeputato Pd è coinvolto nell'inchiesta Affidopoli, che ruota attorno alla testimonianza di un suo ex collaboratore quando era sindaco a Pesaro che avrebbe rivelato ai magistrati diverse irregolarità negli appalti ad alcune cooperative locali in cambio di pacchetti di voti.

Servirà l'ok del Parlamento europeo per il sequestro di tutta la corrispondenza (chat, e-mail, file correlati) con Massimiliano Santini, l'ex coordinatore Eventi per il Comune di Pesaro e principale indagato nell'inchiesta per corruzione per lo stesso Ricci, che oggi sollecita l'acquisizione delle chat perché ritiene di poter documentare la regolarità del suo operato. "Non ho nulla in contrario, anzi! Ero stato informato della richiesta della Procura di Pesaro lunedì scorso - scrive Ricci sui social - si tratta di indagini in corso da quasi due anni, ai pm ho dato disponibilità da sette mesi. Voglio accelerare immediatamente l'iter, girando la richiesta alla Commissione Juri. Questa è una buona notizia perché ho già richiesto nei giorni scorsi che si faccia il prima possibile", ha dichiarato l'esponente Pd, battuto alle recenti Regionali. Ricci avrebbe già invitato i colleghi socialisti in commissione di votare a favore della revoca per leggere i messaggini e "un file audio, che ho depositato come difesa" nei prossimo giorni. Complice la pausa estiva se ne parlerà a settembre. "Ho chiesto inoltre che il Parlamento si esprima favorevolmente, nel più breve tempo possibile".

La scorsa estate, con una mossa a sorpresa, Santini aveva cambiato il legale Paola Righetti, "colpevole" di essere dello stesso studio che difende il coindagato Stefano Esposto, considerato il dominus dell'associazione Opera Maestra che secondo i pm avrebbe drenato gli affidi diretti di Ricci. Dopo la nomina del nuovo legale avrebbe rivelato ai magistrati l'esistenza di una serie di nuovi, potenziali filoni investigativi mettendo a disposizione degli inquirenti un cellulare "sfuggito" al sequestro. "Dentro troverete altre notizie di reato", era la sintesi della sua strategia, condivisa con il suo avvocato Gioacchino Genchi, che aveva dato ai magistrati le password dell'account iCloud per aprire l'iPhone 14 ProMax già in mano alla Procura e "agevolare il recupero dei backup iCloud" relativi a un account whatsApp cancellato e legato a un numero dismesso, diverso da quello presente nel provvedimento di sequestro del cellulare. "Al sostituto procuratore Maria Letizia Fucci dirò tutto e in fretta, voglio essere interrogato anche su fatti esterni alle indagini per reati che coinvolgono pubblici ufficiali e privati. Nel mio cellulare ci sono le chat che ho cancellato, andatevele a leggere".

Evidentemente in quei messaggini qualcosa di interessante c'è, sempre la scorsa estate Ricci dopo cinque ore di interrogatorio lo scorso 30 luglio sembrava aver chiarito la sua posizione.

Se volesse, Ricci potrebbe consegnare di sua sponte il contenuto delle conversazioni che interessano ai pm, almeno questo è quando ripete da giorni lo stesso Genchi, secondo cui "basterebbe una apposita app per estrarre autonomamente le conversazioni ritenute rilevanti e depositarle spontaneamente presso la

Procura della Repubblica". D'altronde il tempo stringe, l'ultima proroga di indagini nel caso di Ricci scade il 17 dicembre e se dovesse passare dall'aula non ci sono i tempi tecnici per ottenere la revoca prima della scadenza.

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