Esplode una fabbrica di botti: quattro vittime e 3 feriti gravi

Lo scoppio causato dalle scintille delle saldatrici degli operai al lavoro. In ditta lo stesso incidente 18 anni fa

Valentina Raffa

A Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, si scava tra le macerie. Una forte esplosione ieri pomeriggio intorno alle 17 nello storico deposito di fuochi d'artificio e polveri piriche di proprietà della famiglia Costa, in contrada Cavalieri, località Femminamorta, ha rotto il sereno pomeriggio lavorativo causando cinque vittime e due feriti gravi.

Poco dopo il primo boato ne è stato avvertito un secondo, anche questo molto forte. Nel deposito sembra ci fossero diverse persone. Il tragico bilancio è di cinque morti accertati, tra cui la 71enne Venera Mazzeo, moglie del titolare Vito Costa, e un figlio 37enne oltre ad alcuni dispersi. Tra questi ultimi, due sono stati estratti miracolosamente vivi dalle macerie nel tardo pomeriggio di ieri. Si contano altri feriti gravi. Si tratterebbe di operai di una ditta esterna, che erano al lavoro nel deposito di fuochi d'artificio, e Antonio uno dei figli del titolare, che è stato trasportato d'urgenza in elisoccorso a Palermo, dove c'è il Centro grandi ustionati. Ha tentato di salvare la madre senza riuscirci. Alcuni feriti sono stati portati con mezzi di fortuna nell'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, dove hanno ricevuto le prime cure, e poi sono stati trasferiti tra Milazzo e Catania nei Centri grandi ustionati. Sul luogo della tragedia si sono riversate diverse squadre di vigili del fuoco provenienti da tutta Messina, intente ad avere la meglio sulle fiamme e a cercare tra le macerie con enorme cautela, visto che il materiale pirotecnico del deposito potrebbe essere ancora a rischio scoppio. I pompieri hanno cercato di individuare al più presto i dispersi per prestare loro le prime cure attraverso i medici delle autoambulanze presenti sul posto e poi trasportarli in ambulanza o in elisoccorso nei nosocomi. Sul posto presenti anche carabinieri e polizia. Si è lavorato alacremente per le indagini, volte a individuare la causa delle due deflagrazioni che sono state tanto forti da essere avvertite fino a Milazzo. La procura di Messina ha aperto un fascicolo contro ignoti per strage colposa. Una prima ricostruzione parlerebbe di scintille delle saldatrici che avrebbero colpito dei fuochi d'artificio, provocando un' onda d'urto che si è propagata nel deposito.

Nella zona dell'esplosione si sono registrate scene di panico. Sono accorsi, infatti, parenti e amici della famiglia Costa, ma tutti sono stati tenuti a debita distanza dal luogo della tragedia per consentire ai vigili del fuoco di proseguire nello spegnimento delle fiamme che, fino a tarda sera, non erano ancora state domate definitivamente. Un'analoga tragedia si era verificata 18 anni fa, quando un'esplosione nella stessa fabbrica della famiglia Costa fece 3 vittime. La fabbrica produce fuochi d'artificio di prima, seconda e terza categoria e la ditta Costa organizza anche spettacoli pirotecnici per privati o enti pubblici.

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