Evasione, il governo esulta Ma Padoan gela l'euforia

Recuperati 15 miliardi, il sommerso ne vale oltre 190

Roma «Tra i tanti risultati di cui siamo orgogliosi, ce n'è uno in particolare: i 14,9 miliardi di recupero dall'evasione fiscale, il 2015 è stato un anno record». A dirlo è il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ieri è intervenuto con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan all'inaugurazione dell'anno di studi della Guardia di Finanza. Il premier è orgoglioso ma di certo la cifra citata appare poca cosa rispetto ai numeri forniti poco prima dal numero uno di via XX Settembre. Padoan ha segnalato i dati Istat sul sommerso, pari nel 2012-2014 a 190 miliardi con un tax gap stimato negli stessi anni a 109 miliardi, di cui il 40,5% del gettito relativo all'Iva. «Nonostante i molti interventi - ammette Padoan - molto resta ancora da fare nel contrasto all'evasione che resta una priorità del governo». La verità è che - ammette Renzi - in Italia «c'è una pressione fiscale insostenibile». E l'impegno a ridurre le tasse è «un caposaldo del governo».

Il premier davanti agli allievi della Guardia di Finanza difende il bonus degli 80 euro: «Un elemento di chiarezza fondamentale verso i cittadini». Poi Renzi ne approfitta per ritornare a fare un po' di campagna elettorale: «I numeri dell'azione di governo vedono il Paese tornare a crescere, lo dice l'Istat: il Pil tra febbraio e ottobre 2016 è salito dell'1,6%, l'occupazione grazie anche alle riforme del mercato del lavoro vede il segno più per 650mila unità». Ma i dati che danno soddisfazione sono «il dimezzamento delle ore di cassa integrazione e l'emersione degli inattivi».

Padoan ammonisce: «L'immobilismo è la strategia più sbagliata, i governi devono fare scelte precise e coraggiose, il cambiamento va indirizzato per guidare il Paese nella direzione del cambiamento, anticiparle. In quest'ottica il cambiamento trova realizzazione nella strategia delle riforme». Ma non la pensano così in Europa. Qualche giorno fa il ministro dell'Economia tedesco, Wolfgang Schäuble ha raccolto applausi al Bundestag invitando la Commissione Ue a prendersela con quei Paesi, come l'Italia, che «sanno fare solo debiti». E c'è attesa per come l'Ecofin giudicherà la manovra il giorno dopo il referendum costituzionale. E proprio sul fronte della manovra si segnala che il governo, come già per il decreto fiscale, metterà la fiducia. Il voto finale nell'aula di Montecitorio è previsto per la prossima settimana, ieri intanto la commissione Bilancio della Camera ha respinto gli emendamenti che prevedevano la tassazione con cedolare secca delle locazioni turistiche brevi.

RaMa

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