Da Expo al teatro itinerante per aiutare il futuro dell'Africa

Mozambico, Ghana, Angola, Congo: tante le attività intraprese da Eni, secondo lo spirito della cooperazione

Una presenza storica, un legame speciale, una collaborazione lunga oltre sessant'anni. In Africa, Eni è la prima compagnia energetica internazionale nella produzione di idrocarburi. Ed è anche impegnata da anni in iniziative a sostegno dello sviluppo dei singoli paesi, nello spirito dell'autonomia: in particolare, per la realizzazione di progetti di sostenibilità, cooperazione, innovazione, ricerca in Mozambico, Angola, Ghana e Repubblica del Congo. Nel nome dell'energia e dell'accesso all'energia. E perciò non è un caso che Eni sia Official Partner for Sustainability Initiatives in African Countries di Expo Milano 2015, che ha appena visto la realizzazione di una serie di eventi, con protagonisti proprio i Paesi africani.

In particolare, Eni ha promosso con Expo il bando di gara «Energy, Art & Sustainability for Africa»: una serie di progetti sul tema dell'accesso all'energia e delle tradizioni culturali del continente africano, selezionati e valutati da una commissione che alla fine ne ha scelti dieci, per altrettanti Paesi. E così Burkina Faso, Camerun, Etiopia, Ghana, Kenya, Madagascar, Mozambico, Malawi, Marocco, Tanzania, Togo e Tunisia sono stati protagonisti di una serie di eventi ad Expo, concentrati su tre temi: l'energia come tecnologia adattata al contesto africano; l'arte e la sua importanza nel diffondere il tema dell'energia sostenibile; energia e riciclaggio come motori dell'artigianato.

Non solo. A Expo è stato presentato anche il progetto «Il teatro fa bene», un esempio di come l'arte possa aiutare lo sviluppo: un progetto, ideato e sostenuto da Eni Foundation e coordinato da Jacopo Fo e Bruno Patierno, che ha come obiettivo la diffusione di informazioni igieniche, sanitarie e alimentari, soprattutto per quanto riguarda le future mamme e i neonati, in un'area molto particolare, il distretto di Palma, nel distretto di Cabo Delgado, in Mozambico. Una zona dove la maternità e il parto possono essere eventi ancora fatali (l'aspettativa di vita alla nascita è di 50 anni e la mortalità materna ha un tasso fra i peggiori al mondo) e dove le cure per i piccoli appena nati non sempre sono adeguate, e quindi la conoscenza delle norme da seguire può cambiare la vita. Le informazioni sono appunto trasmesse in forma di spettacolo itinerante, che viaggerà nei villaggi dell'area e raggiungerà così 25mila persone.

L'approccio è quello classico delle iniziative sostenute da Eni nel continente: pratico, improntato alla realizzazione di aiuti concreti, dalla ristrutturazione di centri sanitari alle campagne di vaccinazione, dall'aiuto all'assistenza al parto alla formazione di medici e personale sanitario, dall'accesso all'acqua al sostegno alle imprese locali. Progetti portati avanti in Mozambico ma anche in altri Paesi come il Ghana (dove in tre distretti sono stati rafforzati i servizi sanitari di base e quelli di medicina materna e infantile) e l'Angola, dove Eni si è impegnata a migliorare le strutture sanitarie e a ridurre le malattie dovute a malnutrizione nell'area di Kilamba Kiaxi.

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