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Alla faccia dei "maledetti americani"

Persino l'Unione Sovietica di Stalin era grata dei massicci rifornimenti di armi per respingere i tedeschi. Poi all'amore successe l'odio e il disprezzo. L'"americanata" diventò il marchio del pessimo gusto

Alla faccia dei "maledetti americani"
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Avevo quattro anni quando arrivarono gli americani che avevano parcheggiato i loro carri armati Sherman nel giardino di piazza Cairoli, dove mia madre mi portava a giocare. E il mio primo ricordo americano è quello di un soldato nero che si sporse dalla torretta per offrirmi un dolce della sua razione. Il 19 luglio del 1943 li avevo già visti in cielo a mezzogiorno mentre venivano in formazioni ordinate a bombardare Roma, evento che provocò la caduta di Mussolini. I marines erano rissosi come Braccio di Ferro, sentimentali e ubriaconi. Era di moda la strofetta: "Cosa fanno gli alleati? Sempre sbronzi, sbronzi son". Poi, negli anni successivi erano loro che andavano a farsi ammazzare dove ordinava l'Onu come in Corea e nel Kuwait. Vivemmo con spensieratezza l'epoca dell'America che salvava il mondo prima dai nazisti e poi dai comunisti. Ci accalcavamo nei cinema parrocchiali che puzzavano di fumo per vedere western in bianco e nero, con John Wayne che guidava la carica finale al grido di "arrivano i nostri". Fino ai primi anni Sessanta eravamo quasi tutti entusiasti della prima superpotenza che sfornava non solo bombe ma romanzi, film, Jazz, medicine ed elettrodomestici. Erano i tempi di "Morte di un commesso viaggiatore" di Arthur Miller. Persino l'Unione Sovietica di Stalin era grata dei massicci rifornimenti di armi per respingere i tedeschi. Poi all'amore successe l'odio e il disprezzo. L'"americanata" diventò il marchio del pessimo gusto. Parlare bene dell'America da allora è sconsigliabile. Ricordo quanto io stesso detestassi gli Stati Uniti prima di vivere a New York e rendermi conto del debito che abbiamo con loro. Lì oggi vivono due dei miei figli, giusto in età militare.

Certo, i "maledetti Yankees" ne hanno combinate anche di pessime, ma sono gli unici capaci di liberare il mondo intero - non solo l'Iran - dai carnefici che impiccano le ragazze senza velo. E in Italia la sinistra, con poche eccezioni, dovendo scegliere se stare con le vittime o con i carnefici, come vediamo ogni giorno, ha scelto i carnefici. Consiglio caldamente i maledetti Yankees.

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