Enzo Miccio è un uomo del sud e i matrimoni al sud sono una cosa straordinaria: fanno brillare gli occhi più di Natale e Ferragosto messi insieme. Per questo da 27 anni è il miglior wedding planner italiano, un'indiscussa autorità su galateo, location, fiori, scenografia, mise en place, menu e, ovviamente, abiti da cerimonia per sposi, damigelle, paggetti e familiari. Adesso questa indiscussa bravura e competenza diventa anche una collezione di alta moda matrimoniale con tanto di atelier in uno storico palazzo milanese a due passi dalla Scala. Lo incontriamo alla vigilia della sua sfilata come designer di una delle più belle bridal collection che si siano mai viste.
Dalla prima fila come ospite d'onore al backstage come stilista, perché questo salto?
"Avevo una collezione nel cassetto da tanti anni, a un certo punto l'ho tirata fuori e ho avuto subito un bel riscontro. Fare gli abiti è solo un'altra tessera per completare il mio puzzle sul mondo della sposa di cui mi occupo dal 1999 a 360 gradi. Non seguo solo il planning, l'organizzazione, le scenografie, la cerimonia prima e il ricevimento poi. Per progettare bene un matrimonio bisogna entrare nella vita della sposa e guidarla anche nella scelta dell'abito".
È cambiato qualcosa nella moda da sposa?
"È cambiato tutto ma io continuo a pensare che il Made in Italy sia irrinunciabile: non mi piego alle cose che arrivano da Cina, India o Turchia, faccio tutto qui. Curo come se fossero dei bambini i miei artigiani le mie sarte, le première e le ricamatrici. So che trovare una buona modellista oggi è come trovare un idraulico a Natale e questo è fondamentale visto che seguo tutto: dal disegno del modello alle tele, dalle prove allo sdifettamento".
Queste sono cose da stilista, ma tu le sai fare?
"Ho imparato sul campo accompagnando le mie spose a scegliere gli abiti negli altri atelier. L'ho fatto per anni e continuerò a farlo perché se tu vieni da me solo per organizzare il matrimonio e non vuoi un mio abito io ovviamente ti accompagno dove vuoi a comprare il tuo vestito. Io però sono quello che vede la sposa tutto il giorno, non è che le vendo l'abito e poi esco di scena: sto con lei prima, durante e dopo, so esattamente cosa vuole e perché. So anche quali modifiche apportare perché la gestione del modello non le crei problemi e questo fa la differenza. Sono inoltre fissato con la vestibilità: l'abito giusto deve migliorare la sposa, mettere in evidenza il suo decolleté, coprire qualche difettuccio, slanciarla se è minuta, sfinarle il fianco se è abbondante. Insomma lavoro come un vecchio atelier. Ho un campionario di proposte da fare ma per prima cosa cerco di capire se la sposa è più sirena o principessa, più romantica o sensuale e una volta scelto il modello scegliamo tessuto, ricamo, accessori, quello che ti pare".
Balenciaga diceva che gli abiti da sposa devono avere sempre qualcosa d'interessante sulla schiena, sei d'accordo?
"Assolutamente! Durante la cerimonia per più di un'ora lei dà le spalle ai suoi ospiti quindi ci vogliono code sopra la gonna, fiocchi, schiene nude, veli importanti. Pizzi e ricami sono fondamentali ma io parto sempre dal vestito. Poi c'è un secondo pezzo da aggiungere o togliere secondo i casi: faccio in modo che l'abito abbia una seconda e magari anche una terza vita. I matrimoni sono eventi complessi e dinamici. Dal luogo in cui si svolge la cerimonia si passa a quello della festa che ha momenti diversi: aperitivo, pranzo o cena, musica e/o balli, taglio della torta. La sposa indossa un abito che ha mille funzioni per cui accorciamo, allunghiamo, mettiamo un body, togliamo la coda, si trasforma".
La cosa irrinunciabile per te?
"Un body perché protegge, arricchisce, rende più scenografica la parte alta del corpo e migliora la postura. Il body ti permette di essere impeccabile in chiesa, ma poi quando arrivi alla location te lo puoi togliere e l'abito da sposa diventa un vestito scollato per una festa meravigliosa. Io faccio cambiare le mie spose due o tre volte durante la giornata. Loro si divertono e gli ospiti sono incantati".
Ma esistono le tendenze negli abiti da sposa?
"L'abito scivolato un po' da dea è quasi uscito di scena adesso è stretto e superfit oppure ci sono volumi incredibili. Non c'è una donna che non stia bene con un abito a sirena perché non è una questione di chili o di curve ma di attitudine. In ogni caso devi trovare l'escamotage giusto per farla sentire a suo agio sempre. Ecco perché la corsetteria per me è fondamentale: non esiste un abito importante senza un corsetto. Anche i corsetti più leggeri, trasparenti e senza stecche cambiano la vestibilità".
Dove li fai fare?
"Ho una corsetteria in Puglia ma per tutta la collezione lavoro con diversi artigiani italiani: tantissimi pugliesi, qualche lombardo, molti veneti".
Abiti colorati?
"Mai visti e mai fatti".
C'è qualcuno che chiede di sposarsi in pantaloni?
"Purtroppo no. Io li ho fatti perché li adoro, soprattutto il modello a palazzo sotto a un bustino ma in linea di massima sono abiti".
Parliamo di velo e strascico.
"Velo tassativo e a me piace molto anche lo strascico".
Quanto tempo serve per organizzare nozze da sogno?
"Almeno 6 mesi per l'abito. E per preparare tutto il matrimonio non ci metto mai meno di 10 mesi".
Cosa sognano tutte le spose?
"Che sia per sempre".