Il ministro Piantedosi deve aver fatto un salto sulla poltrona alla notizia della sentenza di condanna per mancato sgombero e risarcimento di 21milioni a favore del Fondo immobiliare legale proprietario dell'edificio sede dello Spin Time Labs. In effetti ciascun piano dei 10 nel "condominio delle meraviglie" occupato dal 2013 ci costerà caro. Difficile dipanare il pregevole ricamo della narrazione di un'occupazione illegale raccontata come uno dei più fulgidi esempi di rigenerazione urbana e sociale. Se poi si aggiunge al ricamo un fronzolo "culturale" e la formula magica "bene comune contro logica del profitto" lo Spin diventa irresistibile: 400 residenti, provenienti da 27 paesi e 5 continenti, laboratori, doposcuola, una chiesa dove cattolici e musulmani pregano insieme, libri ovunque, i palloncini rossi, la foto della Magnani all'ingresso insieme a un pezzo di legno residuo del naufragio di Cutro, mercatini, parrucchiere, corsi di serigrafia, sportelli di aiuto, distribuzione cibo, spettacoli, convegni e dj set.
La Bicocca lo esalta come "modello di welfare integrato", gli intellettuali ne tessono lodi e ci presentano i loro libri e film, i politici si riuniscono soddisfatti nelle sale dipinte sotto il vessillo "un mondo senza confini con orizzonti comuni". Che bello. Come non difendere questo piccolo mondo ideale? Chi ce l'ha il coraggio di guastare la perfetta armonia che si respira in questi 11.000 mq dove non esistono bollette, licenze, autorizzazioni sanitarie, tasse e multe? Il guastafeste crudele è il Fondo di investimenti proprietario dell'immobile che, in quanto amministratore di soldi altrui, ne deve rendere conto. Nonostante gli appelli dei soliti "famosi" con casa di proprietà e magari i risparmi investiti proprio in un Fondo, i proclami bersaniani, dalemiani e gualtieriani, la dubbia ipotesi che lo Spin regolarizzato genererebbe profitti per 75milioni, l'esperimento rimane un frutto avvelenato.
Perché il frutto può essere ottimo, ma purtroppo la radice tossica ne compromette irrimediabilmente la validità. E la sbandierata "idea di umanità e cittadinanza attiva" rimane solo un gagliardetto. Da esibire all'occorrenza.