Fallisce il blitz M5s-Pd sulla legge elettorale: non c'è maggioranza

Fumata nera in Commissione. I renziani: "Il problema oggi è il lavoro, non i collegi"

Fallisce il blitz M5s-Pd sulla legge elettorale: non c'è maggioranza

La maggioranza Pd-M5s tenta il colpo di mano sulla legge elettorale per mettere fuorigioco il centrodestra alle elezioni politiche. Ma il blitz fallisce: Italia Viva rompe e rilancia la proposta del sindaco d'Italia.

La commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati avrebbe dovuto dare il via libera (già nella giornata di ieri) al testo base della nuova legge elettorale: una proporzionale secco, senza obbligo di alleanze prima del voto, con soglia di sbarramento al 5 %. La nuova legge, ribattezzata Brescellum, dal nome del presidente della commissione, il grillino Giuseppe Brescia, affosserebbe definitivamente il maggioritario, favorendo accordi e governi di Palazzo. Una legge studiata con un solo obiettivo: evitare la vittoria della coalizione Lega, Fi e Fratelli d'Italia che tutti i sondaggi quotano con percentuali vicine al 50 %.

E mentre l'Italia lotta contro una crisi sociale ed economica senza precedenti, le priorità del governo sono due: legge elettorale contro il centrodestra e norma sul conflitto di interessi. Il calendario dei lavori della commissione Affari costituzionali prevede, infatti, che dopo l'approvazione del testo base sul nuovo sistema elettorale, si passi alla norma sul conflitto d'interessi: regole stringenti per l'ingresso in politica di magistrati, direttori e vicedirettori dei quotidiani. Il blitz fallisce: la maggioranza si schianta contro il muro di Italia Viva: «È surreale che mentre il Governo combatte per ottenere fondi in Europa, Pd e M5S forzino la mano sulla legge elettorale. Dividono la maggioranza, non hanno i voti al Senato e provano a cancellare il maggioritario. La priorità oggi è il lavoro, non i collegi elettorali» - attacca in un tweet la capogruppo Iv alla Camera Maria Elena Boschi. Mentre l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi rilancia: «Dobbiamo sapere la sera delle elezioni chi ha vinto, lo dico ora che stanno votando sulla legge elettorale in commissione alla Camera, secondo me sbagliando. A noi gli accordi in Parlamento riescono, se ne è accorto Salvini. Ma serve il sindaco d'Italia, il maggioritario, non una palude continua». Lo strappo di Iv produce la prima conseguenza: l'approvazione del Brescellum salta. La seduta è sospesa. Fonti di Italia Viva confermano: «In questo momento non c'è una maggioranza sul testo base su cui Pd e 5 stelle stanno accelerando. Due partiti della maggioranza (Iv e Leu) non lo condividono. Chi dice che non ci sono problemi di numeri ha bisogno di un pallottoliere. E se Fico dovesse confermare il riequilibrio dei rappresentanti i problemi ci sarebbero, eccome». Si, perché, oltre allo scontro politico, Forza Italia con Francesco Paolo Sisto solleva una pregiudiziale in commissione Affari costituzionali: i 5 Stelle hanno un deputato in più rispetto a quanto previsto: «Sono 16 anzichè 15». Si ricomincia oggi. I renziani studiano una contromossa per affondare il piano di grillini e dem: uno o più emendamenti al testo base per trasformare il Brescellum - proporzionale con soglia di sbarramento al 5% - in un sistema maggioritario in grado di garantire che, un minuto dopo il voto, si sappia già chi ha vinto. Dall'altra parte del fronte interno alla maggioranza, Pd e Cinquestelle chiedono il rispetto dell'accordo raggiunto a dicembre e che indicava nel Brescellum il punto di caduta in grado di accontentare tutti. O quasi. Perché oltre a Iv, dubbi sulla legge elettorale sono stati avanzati anche da LeU. Un centrodestra unito è pronto sulle barricate. I giallorossi vogliono, però, andare fino in fondo.

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