Fca in rosso di 1 miliardo, pesa il Covid. Nessun ritardo nelle nozze con Psa

Giù anche i ricavi, ma i conti del Lingotto battono le attese

Mike Manley, ad di Fca e in attesa di capire quale ruolo avrà nel futuro gruppo Stellantis con Psa, guarda con fiducia al futuro prossimo, convinto che l'azienda saprà recuperare e mettere a segno una «forte performance» nella seconda metà dell'anno. A infondergli ottimismo sono i dati del secondo trimestre che, seppur con il previsto rosso causato dal lockdown, hanno retto al ciclone Covid-19. «Abbiamo la flessibilità e la forza finanziaria per portare avanti i piani», precisa Manley, il quale ripete quanto da poco affermato da Carlos Tavares, ad di Psa: «Contiamo di diventare un'unica società entro il primo trimestre 2021, non credo che l'indagine dell'Antitrust Ue possa portare a ritardi».

I dati del secondo trimestre: Fca contiene l'impatto della pandemia segnando un perdita netta di 1,048 miliardi, una perdita netta adjusted di 1,039 miliardi e un Ebit adjusted negativo per 900 milioni. Giù i ricavi del 56%, a 11,707 miliardi, con le consegne globali complessive (424mila unità) in calo del 63% per la stop della produzione e la caduta della domanda conseguenti al Covid-19. Il free cash flow industriale è negativo per 4,9 miliardi di euro, mentre la liquidità disponibile di 17,5 miliardi a fine giugno, esclude la quota inutilizzata (4,5 miliardi) della linea di credito Intesa Sanpaolo (6,3 miliardi).

«Sapevamo che la pandemia avrebbe avuto un impatto significativo sui nostri risultati - spiega Manley - tuttavia siamo andati meglio del previsto. Negli Usa, in America Latina e nell'area asiatica i nostri impianti sono tornati a livelli di pre-coronavirus, e prevediamo che l'Europa ci arriverà nel terzo trimestre». Positivi i riscontri oltre l'Atlantico: gli Usa, primo mercato per Fca, hanno archiviato il trimestre con un ebit adjusted di 39 milioni grazie a una domanda superiore alle attese. E in Sud America, Fca è al primo posto come vendite e quota di mercato. Il Brasile ha risposto bene nonostante la situazione sanitaria drammatica.

Manley ringrazia quindi i fornitori che hanno evitato problemi significativi nella catena di approvvigionamento, gli stessi che beneficeranno del sostegno derivato dal prestito garantito di 6,3 miliardi ottenuto da Fca Italy. Sul futuro, comunque, anche se si dimostra fiducioso, Manley resta cauto: ritirata la guidance in pieno Covid-19, Fca fornirà un aggiornamento sulle stime 2020 quando sarà possibile avere una migliore visione dell'impatto complessivo della crisi. La cautela non impedisce però a Manley di vedere un secondo semestre pronto a beneficiare della spinta Usa e di stimare un «recupero della redditività e un cash flow industriale positivo». «La ricerca di efficienza - aggiunge - ci porta a confermare risparmi sui costi stimati, nel 2020, a circa 2 miliardi».

Intanto, il piano per l'Italia, che prevede investimenti per 5,2 miliardi, avanza. La fabbrica di Melfi, in proposito, dove nascono le nuove Jeep Renegade e Compass ibride con batteria ricaricabile, dopo il 24 agosto sarà impostata su 20 turni settimanali anche per settembre. Cinque le novità elettrificate, di cui 4 prodotte in Europa, sulla rampa di lancio. La missione di Manley è quella di consegnare a Tavares, futuro ad di Stellantis, una Fca nelle migliori condizioni e soprattutto vaccinata da eventuali ricadute da coronavirus.

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