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Ferragni, il ritorno. E c'è chi s'indigna

Primo contratto di lavoro, dopo il proscioglimento dal Pandoro-gate, ma c’è chi non perdona

Ferragni, il ritorno. E c'è chi s'indigna
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Ci sono momenti della vita in cui sia ha la netta sensazione che sia troppo tardi per ricominciare. Ma anche troppo presto per arrendersi. Chiara Ferragni ha trentotto anni e il Pandoro che le è andato di traverso un paio di anni fa è stata la brusca frenata che sembrava aver vanificato tutto il vantaggio temporale con cui l'influencer aveva iniziato a divorarsi il mondo. Assieme allo scandalo sono arrivati il divorzio da Fedez, la gogna mediatica, la cancellazione di alcuni contratti, l'odio social... Ora, a pochi giorni dalla fine dell'incubo Pandorogate, la vicenda giudiziaria nella quale è stata prosciolta con rito abbreviato dall'accusa di truffa aggravata, è arrivata per lei la prima importante collaborazione nella moda.

Torso nudo, voltata di tre quarti, è fotografata dai Morelli Brothers in un paio di jeans Guess per la campagna pubblicitaria globale della primavera/estate 2026. Prima di lei in quei jeans abbiamo visto top-model come Claudia Schiffer, Carré Otis, Eva Herzigova, Laetitia Casta e Naomi Campbell. È il ritorno di Chiara Ferragni insomma, dopo che, per mesi, ha pensato che avesse smesso di funzionarle l'angelo custode. Alleggerita, sollevata, ripulita dalle vicende legali. Un po' come se ripartisse dallo zucchero a velo.

Non a caso Paul Marciano, co-fondatore e chief creative officer di Guess ha spiegato che si tratta di "una scelta che il brand definisce in continuità con il proprio dna, da sempre legato all'idea di celebrare il potere delle donne che tracciano il proprio percorso con sicurezza, visione e resilienza".

Ma non sembrano pensarla così gli stessi che, probabilmente, la Ferragni hanno contribuito a crearla. Da tre giorni (cioè da quando si sa che Chiara è la nuova testimonial) il profilo Instagram dell'azienda è bersagliato da commenti: "Farete la fine del Balocco", "Meritate di fallire"... all'imprudente che ha osato scrivere "Forza Chiara" seguito da un pulsante cuore rosso si è scatenato contro l'inferno. Un odio che, tra l'altro, connota molto più chi lo distilla di chi ne è bersaglio.

Dipanare l'invidia dalla venerazione è sempre un lavoro arduo. In certi casi, come in questo, basta aspettare perché le cose si sbroglino da sole. Questa ostinazione nel tenere schiacciata la bionda influencer sotto ai suoi errori e al suo periodo nero ha qualcosa che va ben oltre il giudizio. Un sentimento di certo più imparentato con l'invidia e con il godimento vendicativo, piuttosto che con un reale senso di giustizia.

Specie se si pensa ai quanti, prima dell'inizio della discesa, scrollavano spasmodicamente il cellulare alla ricerca di Chiara intenta a sorbire un aperitivo in quota, a farsi penzolare una certa borsa dal braccio, a baciare sulla bocca il suo ex consorte tappezzato di tatuaggi. Sono gli stessi che hanno riconosciuto alla Ferragni una marcia in più e che adesso vorrebbero solo che quella marcia non le entrasse.

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