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Firma venerdì a Lucerna. Trump: "Ora la fase due. Non investiamo in Iran"

Il tycoon promette di diffondere il testo. Poi assicura: Hormuz riaprirà subito senza alcun pedaggio, stanno già sminando

Firma venerdì a Lucerna. Trump: "Ora la fase due. Non investiamo in Iran"
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Guarda già avanti Donald Trump. "Sull'Iran si passa ora alla seconda fase, che sarà più facile", annuncia ottimista il presidente americano dal G7 di Evian, in Francia, nonostante la agenzie di intelligence statunitensi pare abbiano valutato che, a prescindere dall'accordo, d'ora in poi Teheran potrà chiudere lo Stretto di Hormuz a suo piacimento e che la Repubblica islamica non farà le concessioni attese dagli Stati Uniti sul nucleare. Eppure tutto è pronto per suggellare in un resort sul Lago di Lucerna, a Burgenstock, in Svizzera (e non a Ginevra come indicato in un primo momento) il memorandum d'intesa con Teheran per la riapertura di Hormuz e un cessate il fuoco di 60 giorni in cui saranno avviati i negoziati per giungere a un'intesa dettagliata anche sulle altre questioni: nucleare, sblocco dei fondi iraniani congelati, sanzioni ed eventuali risarcimenti. Per gli Stati Uniti sarà presente il vicepresidente JD Vance, per l'Iran il presidente del Parlamento e capo-negoziatore Mohammad Ghalibaf, che ribadisce l'urgenza di mettere fine alla guerra "su tutti i fronti, Libano compreso", mentre il tycoon promette che il premier israeliano Netanyahu "sarà più responsabile".

Il testo del pre-accordo, che Vance ha descritto come un documento di una pagina e mezzo, "molto generico", non è ancora stato reso noto ufficialmente e i suoi contenuti hanno generato ipotesi e speculazioni. Da qui la promessa di Trump di renderlo pubblico "entro i prossimi due giorni" e che sarà lui stesso a leggerlo "parola per parola" probabilmente al G7 in Francia, mentre valuta di sottoporlo al Congresso. Washington avrebbe intanto respinto la richiesta d'Israele di visionarlo.

Il presidente americano è certo che lo Stretto riaprirà già venerdì, "completamente senza pedaggi" e annuncia che "in questo momento l'Iran sta rimuovendo le mine", mentre Teheran spiega che "la revoca del blocco navale americano contro l'Iran è già iniziata". Secondo il Wall Street Journal, l'intesa consentirà a Teheran di ricominciare a vendere petrolio immediatamente. Sull'arma nucleare, Trump conferma che "tutto l'inferno piomberà addosso all'Iran, se proverà ad averla". Quanto a possibili investimenti statunitensi, il tycoon parla di ipotesi "ridicole": "Non stiamo investendo denaro in Iran, anche se. ne abbiamo il diritto. Non abbiamo pagato per tutto questo come ha dovuto fare Obama, che ha sborsato 1,7 miliardi". Il tycoon definisce infine una "fake news" l'ipotesi di un fondo da 300 miliardi di dollari per la "ricostruzione e lo sviluppo economico" dell'Iran.

Una volta apposta la firma al memorandum, venerdì, si entrerà nel vivo del negoziato, già in giornata, dicono da Teheran. Secondo il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, la trattativa sarà divisa in due fasi. La prima tratterebbe la situazione a Hormuz, il blocco navale Usa e la ricostruzione delle infrastrutture iraniane. La seconda fase riguarderebbe il nucleare e l'allentamento delle sanzioni all'Iran.

Ma è proprio su queste due questioni cruciali che nelle ultime ore sarebbero arrivati gli avvertimenti dell'intelligence statunitense. Secondo tre fonti alla Cnn, le agenzie di sicurezza hanno avvisato che l'Iran d'ora in poi potrà bloccare come vuole l'accesso a Hormuz, grazie al vantaggio guadagnato dal regime, che dopo il conflitto ha acquisito la capacità di danneggiare l'economia globale, consapevole di poter sfruttare gli attacchi contro le infrastrutture dei Paesi del Golfo. Altre due fonti hanno inoltre riferito ad Axios che, sempre secondo l'intelligence, "le intenzioni iraniane sul nucleare non sono in linea con gli impegni assunti nell'ambito dell'intesa".

Il direttore della Cia, John Ratcliffe, avrebbe riferito a Trump e alti funzionari Usa che le prove raccolte sollevano seri dubbi sulla volontà dell'Iran di fare le concessioni sul nucleare che gli Usa intendono ottenere per l'accordo finale. La vera trattativa comincia adesso. Non sarà una passeggiata e, anche in caso di intesa, la strada non sarà priva di insidie.

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