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La flotta Ong radical chic pronta a invadere l'Italia. A bordo 300 migranti

Tra Libia e Sicilia 4 imbarcazioni raccolgono naufraghi. In campo la "Michel" di Banksy

La flotta Ong radical chic pronta a invadere l'Italia. A bordo 300 migranti

L'ammiraglia delle Ong, con 201 migranti da sbarcare, piazzata di fronte alla Sicilia, al limite delle acque territoriali. La nuova nave dei talebani dell'accoglienza finanziata da Bansky, il misterioso artista che va di moda, con altri 89 migranti. Non solo: la comandante è Pia Klemp attivista tedesca sotto processo in Italia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per non parlare di Marta Sarralde, che avvista i gommoni dall'aereo delle Ong di base a Lampedusa: «Non considero il salvataggio in mare come un'azione umanitaria, ma parte di una lotta antifascista».

Il mondo alla rovescia dei talebani dell'accoglienza ci riprova schierando in mare una mini flotta di quattro imbarcazioni. Sea watch 4, l'ammiraglia dell'omonima Ong tedesca finanziata in gran parte dalle chiese evangeliche e cattolica, è a ridosso delle acque territoriali italiane davanti a Pozzallo. Dopo aver recuperato in mare migranti per giorni e avere inutilmente sperato di sbarcarli a Malta, punto d'approdo più vicino, ha cominciato la solita litania via social. «Dietro le mascherine, a bordo di #SeaWatch4, ci sono 201 esseri umani che hanno bisogno di sbarcare al più presto in un porto sicuro» è il tweet di ieri con le foto degli africani raccolti in mare al largo della Libia.

A dare man forte è salpata dalla «base» delle Ong a Burriana, in Catalogna, Open arms, una vecchia conoscenza dell'omonima Ong spagnola. Questa volta a bordo c'è anche una squadra di sanitaria dell'italiana Emergency, che garantisce protocolli anti Covid all'avanguardia dando per scontato che potrebbero portarci migranti positivi al virus. Sempre della stessa Ong spagnola fa da vedetta fra la Libia e Lampedusa il veliero Astral, che poi segnala i gommoni alle navi più grosse.

La novità paradossale è l'arrivo nel Mediterraneo centrale dell'imbarcazione Louise Michel, in onore della «gran dama francese dell'anarchia» che combatté armi in pugno nella Comune di Parigi. La nuova nave è colorata di rosa e sulla fiancata spicca una bambina, che brandisce un salvagente a forma di cuore. Opera di Bansky, l'artista di strada super amato dai radical chic, che ha finanziato l'ennesima operazione dei talebani dell'accoglienza. Louise Michel aveva già appoggiato due operazioni della Sea Watch 4, ma poi «ha messo in salvo da sola 89 persone» si legge in un tweet dell'Ong tedesca. E con il carico umano sta ciondolando a una trentina di miglia a sud est di Lampedusa.

L'aspetto più assurdo è che al timone c'è Pia Klemp, un'attivista di estrema sinistra e animalista, sotto processo in Italia per «favoreggiamento dell'immigrazione clandestina».

Klemp era al comando di nave Juventa sequestrata dalla procura di Trapani nel 2017, che accusa la capitana di avere favorito i trafficanti per imbarcare i migranti davanti alle coste libiche. Secondo il suo avvocato rischia 20 anni di carcere, se mai si arriverà a sentenza. Al quotidiano The Guardian Klemp spiega candidamente che per lei «il soccorso dei migranti è parte di una lotta antifascista». I dieci membri dell'equipaggio si sono dichiarati «attivisti antirazzisti e antifascisti a favore di cambiamenti politici radicali». Lea Reisner, un'infermiera responsabile della missione, ha sottolineato che «il progetto è anarchico» ovvero che «mette assieme una varietà di lotte per la giustizia sociale compresi i diritti Lgbt, l'eguaglianza razziale, i diritti dei migranti e quelli dell'ambiente e degli animali».

L'estremismo ideologico mette in secondo piano le motivazioni umanitarie come ha spiegato in un tweet Marta Sarralde, altra attivista antifascista. Una talebana dell'accoglienza, che lavora come coordinatrice tattica a bordo di Seabird l'aereo di ricognizione delle Ong, che l'Ente nazionale per il volo non è in grado di fermare nonostante decolli ogni giorno da Lampedusa. Marta individua, armata di binocolo, i gommoni partiti dalla Libia per segnalarli alla flotta delle Ong, come è capitato con la nave di Bansky e Sea Watch 4, che ora puntano a sbarcare quasi 300 migranti in Italia.

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