Forza Italia sente aria di bufera Il premier è minacciato dai pm

Brunetta lancia l'allarme: è convinto che Renzi cadrà per colpa dei magistrati. Non a caso il Guardasigilli ha aperto ai giudici sull'immunità parlamentare

Forza Italia sente aria di bufera Il premier è minacciato dai pm

RomaCome tanti tasselli di un inquietante mosaico. Il Mattinale redatto dallo staff di Renato Brunetta li mette insieme tutti. Risultato? Renzi cadrà. Per mano giudiziaria. Tanti indizi come in un romanzo di Agatha Christie. Primo indizio, forse il più chiaro: lo dice ripetutamente in privato Massimo D'Alema; il quale è vero che detesta il premier ma più che altro sa bene come funzionano queste cose. Altro che sgambetti della minoranza dem. Brunetta coglie un altro indizio: l'intervista di uno dei mostri sacri del Pd, Luciano Violante, che al Quotidiano Nazionale dice: «Basta fare politica con i pm». Saranno contenti certi magistrati... Il giorno dopo le polemiche scoppiate per il voto che ha «salvato» il senatore dell'Ncd Azzollini, Renzi commentò così: «Il Parlamento non è il passacarte delle Procure». Altra frase che non dev'essere piaciuta alle toghe. E anche Stefano Folli, su Repubblica , scriveva: «Nel giudizio del premier emerge la dichiarata volontà di non farsi ricattare dalle procure. E forse il presidente del Consiglio, più che a difendere il Parlamento dalle intromissioni della magistratura, badava a tutelare se stesso dopo i tanti segnali di ostilità che di recente gli sono giunti dai pubblici ministeri». Quali segnali? Uno: Buzzi e Odevaine, «i compagni che hanno molto sbagliato», indagati protagonisti dell'inchiesta Mafia Capitale, stanno vuotando il sacco. «Sapevatelo...», dicono i pm. Sopratutto a Renzi. Scotta quell'appalto da 100 milioni di euro per il Cara di Mineo e su cui lo stesso Buzzi disse che se avesse parlato sarebbe caduto il governo. E che dire dell'altra frase fatta uscire dalle carte, quella in cui sempre Buzzi, davanti agli inquirenti avrebbe definito «famelici» i politici romani? A partire da quelli del Pd: «Mai pagato così tanto prima d'ora».

Insomma, cosa sta succedendo tra il governo e la magistratura? Non è che Palazzo Chigi si sente in qualche modo minacciato dalle toghe? Eccolo qui un altro indizio che potrebbe rispondere alla domanda: il Guardasigilli Orlando corre a dire che sarebbe meglio rivedere l'istituto dell'immunità parlamentare e che «la valutazione sulle richieste d'arresto devono essere affidate a un soggetto terzo». Brunetta commenta così: «Un balordo tentativo di rabbonire il partito dei pm togliendo al Parlamento la prerogativa di decidere su quel che resta dell'immunità».

Fi non fa certo il tifo per la magistratura e lo mette nero su bianco: «Nessuna intenzione da parte nostra di cavalcare la magistratura – scrive sul Mattinale - Di certo Renzi ha perso una grossissima occasione tradendo il patto del Nazareno. Quella fase, nelle intenzioni di Berlusconi che credeva di trovare un interlocutore fidato, significava la ripresa della politica autentica dinanzi ai poteri forti a-democratici o antidemocratici che avevano ripetutamente determinato dei golpe in Italia, dal 1994 al 2013, con l'annullamento di esiti elettorali e la loro sostituzione con governi fantoccio». E ancora: «Renzi non ha capito che l'ordine giudiziario non sopporta la politica». O forse sì.

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