Si accende lo scontro politico dopo lo scoop del Giornale, pubblicato ieri, in merito all'audizione secretata resa dal conduttore di Report Sigfrido Ranucci il 4 novembre scorso alla commissione parlamentare Antimafia. Il caso sollevato dal Giornale finisce al Tg1 delle 20.
Nell'audizione consegnata alla Procura di Roma, che indaga sull'attentato, Ranucci avrebbe fatto allusioni a un piano architettato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, braccio destro della premier Giorgia Meloni, per screditarlo con un dossier audio e video. Inoltre, nella stessa audizione, Ranucci ha accusato Il Giornale di aver organizzato una campagna di stampa contro. Dichiarazioni che avrebbero orientato in una prima fase le indagini sulla bomba verso una pista politica. Tesi sostenuta e accompagnata dalla stampa di sinistra.
A tardo pomeriggio, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari interpellato dal Giornale va giù duro: "Si sta finalmente sgretolando la montagna di fango, allusioni e menzogne che Ranucci ha riversato contro di me nel tentativo di colpire il Governo Meloni". "Il conduttore di Report - aggiunge il sottosegretario - si è inventato che avrei attivato i servizi segreti contro di lui ed ha poi creato ad arte allusioni e suggestioni per accostare me e Fratelli d'Italia alla bomba esplosa sotto casa sua. Un grottesco insieme di falsità che è stato però ripreso e amplificato senza troppi scrupoli da una parte della stampa e della politica. Sono certo che nessuno chiederà scusa per questo, ma perlomeno mi auguro che sia finito il clima di impunità e complicità su cui Ranucci ha sempre potuto contare nel diffondere simili menzogne". L'inchiesta ha smentito le piste suggerite da Ranucci. I sospetti dei magistrati sono ricaduti su Valter Lavitola, faccendiere e amico personale dello stesso Ranucci. In carcere sono finite quattro persone con l'accusa di essere esecutori materiali dell'attentato. Si cercano mandanti e registi.
A intervenire sono anche i senatori Raffaele Speranzon di Fratelli d'Italia e Maurizio Gasparri di Forza Italia. Quest'ultimo sottolinea come "la denigrazione diffusa è l'attività tipica di Ranucci, a volte quasi al limite della diffamazione", mentre il meloniano mette all'angolo il conduttore: "Ranucci chieda scusa per una serie di allusioni ai limiti della diffamazione".
Secondo il deputato Francesco Filini di Fdi "contro il sottosegretario Fazzolari è stata costruita ad arte una narrazione sporca, fondata su subdole insinuazioni e ricostruzioni totalmente campate in aria, e quindi prive di riscontro, con l'unico obiettivo di colpire il Governo Meloni e Fratelli d'Italia.
È grave che accuse così pesanti siano state rilanciate con leggerezza da una parte della politica e dell'informazione, quasi a comando, senza un minimo di verifica".Dal fronte del campo largo, al contrario, si avanti tra imbarazzi e silenzi.
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