La Francia riapre da lunedì. Anche senza mascherine

Frontiere chiuse, scuole aperte e niente protezioni a passeggio. Ripartenza per zone, Parigi si ferma :

La Francia riapre da lunedì. Anche senza mascherine

«C'è una sola Francia, non un Paese a due velocità». Il premier Edouard Philippe guarda ai numeri (26 mila decessi dal 1° marzo) e incrocia le dita. «D-Day» confermato per l'11 maggio «su tutto il territorio metropolitano»: pur con «restrizioni» territoriali si torna a lavoro, e sui banchi, da lunedì.

Rientreranno a scuola 1 milione di alunni e 130 mila insegnanti. Ad affiancarli, 12 mila tra medici e personale sanitario. Graduale ripristino dell'attività con protocolli di sicurezza, dal distanziamento in classe al lavaggio delle mani. A Parigi, dove l'epidemia è calata «non quanto sperato», scuole medie, parchi e giardini restano chiusi. Riaprono invece i negozi dopo 8 settimane sugli Champs-Elysees.

Come chiarisce il ministro dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer, «abbiamo lavorato con i sindaci per riattivare la maggior parte delle scuole e hanno dato via libera l'87% dei Comuni». Sulla base delle raccomandazioni degli scienziati, Emmanuel Macron «valida» il piano: 11 e 12 maggio partono asili (massimo 10 bimbi per classe) e scuole elementari (15 alunni). Se non s'impenneranno i contagi, dal 18 seguiranno le medie nei dipartimenti verdi. «Non metteremo a rischio bambini né insegnanti», tranquillizza il presidente.

Sulla mappa bicolore svelata ieri dal premier a 4 giorni dalla fine del lockdown, 4 regioni sono ancora segnate in rosso, tra cui l'Île-de-France con l'80% dei letti di terapia intensiva occupati da positivi al coronavirus. Ciononostante, l'esecutivo conferma il progressivo deconfinamento e introduce una novità sulle mascherine: non obbligatorie per passeggiare all'aperto, ma solo per il trasporto pubblico, Iva abbattuta al 5,5% per le chirurgiche e in tessuto. Previsto poi un premio da 1.000 e 1.500 euro per i lavoratori delle case di riposo. E una nuova autocertificazione (cartacea o digitale) per gli spostamenti oltre i 100 chilometri: motivi di famiglia (per esempio un lutto) o professionali.

I 10.600 letti di rianimazione dell'Esagono hanno finora tenuto testa al Covid (2.961 pazienti sono ancora gravi). Nell'aria c'è perfino la possibilità di svolgere a fine giugno il secondo turno delle comunali dopo il voto di marzo. Ma è soprattutto la ripartenza dell'economia a dar speranza. Il ministro Bruno Le Maire dice: «L'11 riapriranno 400 mila imprese tra cui 17 mila parrucchieri e 33 mila negozi tra fioristi e librai, tutte le attività commerciali, tranne bar e ristoranti». Spiagge e laghi per ora inaccessibili: ma il governo rimanda ai sindaci e al via libera dei prefetti.

La vita sociale riprende con 20 mila poliziotti e gendarmi di guardia: 135 euro di multa per chi sale su un bus senza mascherina. Tra «sicurezza sanitaria» e «ripresa» c'è un patto di fiducia. «E io ho fiducia», dice il capo del governo.

L'Eliseo non sta a guardare: Macron ha visitato una scuola martedì a Poissy. Una delle tante rimaste aperte durante il lockdown per i figli dei medici e delle forze dell'ordine: 30 mila alunni serviti da «cavie» per la riapertura, possibile anche grazie all'esperimento. «Non possiamo dire a oltranza che il Paese non vive più - dice Macron - Restare due mesi a casa è stato traumatizzante, i bimbi hanno bisogno di tornare a scuola, i genitori al lavoro». Le inquietudini si moltiplicano. Nella corsa a ostacoli verso il D-Day, le frontiere rimangono chiuse. Non per i frontalieri. «Lunedì inizia una fase nuova - chiosa Philippe - prova di responsabilità collettiva. Non abbassiamo la guardia, ma serve pragmatismo». Fine lockdown confermato, dunque. Se i contagi risalgono, il commissario incaricato Jean Castex ha già un piano B per chiudere zone mirate.

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