La Francia è una nazione sotto shock dopo l'uccisione di Quentin, lo studente picchiato a morte giovedì scorso dai gruppi antifascisti al sit in pacifico del collettivo femminista identario Nemesis. Ieri in tutta la nazione si sono svolte manifestazioni in sua memoria per chiedere giustizia, da Parigi a Besançon passando per Montpellier e Aix-en-Provence, mentre per sabato prossimo è stata indetta una grande marcia in memoria di Quentin a Lione.
La manifestazione di Parigi, indetta con l'unico slogan "Giustizia per Quentin", ha visto la partecipazione di numerosi giovani e diversi parlamentari ed esponenti politici tra cui Éric Zemmour e Marion Maréchal. Durante l'evento stato srotolato uno striscione con la scritta "Assassini Antifa, giustizia per Quentin" insieme a cartelli con la scritta "Giovane Guardia Terrorista". I manifestanti hanno gridato: "Assassini LFI! Assassini LFI!" riferendosi a La France Insoumise, il partito di Mélenchon.
Tra i cittadini di Lione regna invece lo sgomento per quanto accaduto, ieri mattina in molti hanno partecipato nella Chiesa di Saint-Georges alla messa in omaggio di Quentin mentre alcuni residenti a Le Figaro hanno dichiarato che quanto accaduto "è estremamente scioccante e non è affatto democrazia. La democrazia non è fatta per questo. Si tratta di vivere insieme, accettare le opinioni degli altri e dialogare". Intanto l'inchiesta aperta venerdì per "violenza aggravata" è stata estesa all'accusa di "colpi mortali aggravati". La violenza è stata ulteriormente "aggravata da tre fattori: il fatto che gli autori facessero parte di un gruppo, che fossero state usate armi e che i volti dei sospettati fossero nascosti" ha spiegato una fonte vicina alla procura. Per l'avvocato della famiglia Quentin è stato vittima di un "crimine", di "un'imboscata preparata metodicamente".
In questo contesto diversi candidati alle elezioni comunali di Lione previste tra un mese hanno espresso il loro dolore per la notizia della morte del giovane e alcuni hanno annunciato la sospensione delle loro campagne elettorali. "Non riesco a immaginarmi in campagna elettorale in queste circostanze. Esorto tutti a prendersi il tempo di comprendere la gravità del momento che stiamo vivendo insieme" ha dichiarato Alexandre Dupalais, candidato dell'Udr-Rn. Jean-Michel Aulas, candidato di destra e centrista, ha annunciato per ieri la sospensione della propria campagna elettorale affermando: "la morte di Quentin mi lascia senza parole. Nulla giustifica l'uccisione o la morte per le proprie convinzioni. Nulla giustifica un disaccordo politico che porta alla violenza". Dopo le parole del presidente Macron anche il ministro della Giustizia Gérald Darmanin è intervenuto in modo duro affermando: "è chiaramente l'estrema sinistra ad aver ucciso Quentin" e sottolineando "la complicità di La France Insoumise con la violenza politica".
Anche in Italia ci sono state reazioni sul tragico delitto, il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato: "L'escalation di azioni criminali da parte di gruppi organizzati di estrema sinistra, che colpiscono in tutta Europa, è evidente e preoccupante". Intanto in Francia sta ricevendo migliaia di firme la petizione lanciata dal Collectif Nemesis per classificare gli antifascisti come gruppi terroristici, con l'uccisione di Quentin si è superata la linea rossa.