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"Il caso Boschi è solo l'ultima goccia". E Franco Monaco lascia il Pd

Il deputato di fede ulivista, Franco Monaco, lascia il Pd: "Ai miei occhi, la goccia finale è stata la inopinata guerra a Bankitalia, inaugurata con una sciagurata mozione parlamentare di sfiducia al governatore"

"Il caso Boschi è solo l'ultima goccia". E Franco Monaco lascia il Pd

"Oggi, verosimilmente, sarà l'ultimo giorno di lavori per la Camera dei deputati e posso lasciare il Pd a tutti gli effetti". Lo scrive il deputato di fede ulivista, Franco Monaco, in un post pubblicato nel suo blog aperto su HuffingtonPost.

Monaco si considera da tempo fuori dal partito di cui non ha rinnovato l'iscrizione, sebbene non abbia mai abbandonato il gruppo parlamentare Pd. "Ci sono stato al modo di indipendente sempre più estraneo. Essenzialmente per puntiglio (in lunghi anni di vita parlamentare non ho mai cambiato il gruppo nelle cui liste ero stato eletto) e perché, - spiega - avendo speso venti anni di attività politica per l'Ulivo poi Pd, ho una istintiva resistenza a prendere atto di uno smacco".

Monaco avrebbe fatto un'ecezzione se fosse nato il gruppo parlamentare di Campo Progressista "ma Pisapia ha rinunciato avendo, giustamente e onestamente, accertato che non vi erano le condizioni politiche e programmatiche per un accordo elettorale con il Pd". "Ripeto: non ho lasciato il gruppo Pd, ma - aggiunge - sento il dovere di mettere a verbale, prima dell'imminente scioglimento delle Camere, il senso della mia estraneità a esso". Monaco critica la strada intrapesa dal dal Pd di Matteo Renzi che è "cosa affatto diversa dal Pd pensato nel solco dell'Ulivo, partito di centrosinistra nitidamente alternativo al centrodestra".

"Ai miei occhi, la goccia finale - dice Monaco - è stata la inopinata guerra a Bankitalia, inaugurata con una sciagurata mozione parlamentare di sfiducia al governatore (poi confermato da palazzo Chigi e Quirinale) e proseguita ancor più scompostamente nella Commissione d'inchiesta sulle crisi bancarie". "Sarò eccentrico, ma non mi importano nulla le polemiche sul caso Boschi. - sottolinea -Tranne per un profilo tutto politico: se anche le ragioni stessero tutte dalla parte della sottosegretaria renziana (insussistenza del conflitto di interessi e verità nelle sue parole al parlamento) trovo incredibile che chi esordì rottamando i politici 'avvitati alla poltrona' non si faccia scrupolo di procurare danni irreparabili al proprio partito".

Monaco, poi, attacca Renzi che"con il suo spirito divisivo e la sua sequela di sconfitte" ha "condannato il Pd all'isolamento" e perciò è "un oggettivo ostacolo alla ricostruzione di un centrosinistra". "È di palmare evidenza - sottolinea - come un suo inequivoco passo indietro gioverebbe (...avrebbe giovato) a una competizione dall'esito altrimenti già scritto". Il deputato prodiano non intende però adrire a "Liberi ed uguali", i cui promotori"concorrono a una divisione del campo del centrosinistra che, spero di essere smentito, si proietterà oltre la prossima contesa elettorale, favorendo destra e populismi".

"Lascio il parlamento senza una casa politica, con l'auspicio che altri possano riprendere il filo di quel progetto cui demmo nome Ulivo dal cui solco il Pd ha così palesemente deragliato. Anche per l'ignavia dei "fratelli maggiori" dentro il Pd, - conclude con durezza Monaco - cui va imputata la responsabilità omissiva di non avere mosso ciglio a fronte di una deriva da tempo visibilissima, e che solo ora si profondono in stucchevoli appelli unitari".

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