1. ALCOVA
Oltre 113 espositori internazionali animano Alcova, la collettiva di design di ricerca, che torna in città dopo due anni di assenza. Due le sedi: Villa Pestarini, residenza privata degli anni '30, unica villa progettata da Franco Albini, pioniere dell'architettura razionalista, e l'ex Ospedale Militare di Baggio, che amplia il percorso con ambienti finora inaccessibili, tra cui la Chiesa, la canonica e gli hangar. A Villa Pestarini, che apre al pubblico per la prima volta, i designer sono invitati a misurarsi con l'eredità di Albini.
2. STATALE E ORTO BOTANICO
"Interni", la storia rivista diretta da Gilda Bojardi mette in scena un racconto corale sulla materia come pratica progettuale: oltre 50 architetti, designer e aziende da 10 Paesi, più di 40 installazioni, in location iconiche della città dalla "classica" Università degli Studi all'Orto Botanico di Brera. "Interni Materiae" costruisce un'esperienza che va oltre la dimensione espositiva per diventare un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del progetto contemporaneo e sul ruolo della materia come strumento di connessione tra innovazione, responsabilità e immaginazione.
3. TORRE VELASCA IN PORTA ROMANA
Progettata dai BBPR e completata nel 1958, la Torre Velasca è una delle prime torri che hanno caratterizzato lo skyline milanese. Fresca di restauro ospita due progetti. Dopo il successo del debutto nel 2025 con "Romantic Brutalism" la Visteria Foundation propone al 16esimo piano una nuova mostra del titolo "Polish Modernism. A Struggle for Beauty", lettura articolata delle molteplici declinazioni del Modernismo, che mette in relazione opere storiche e oggetti contemporanei, evidenziando quanto il pensiero modernista continui ancora oggi a incidere sulla cultura del design polacco. Al 25esimo piano ecco una tea house temporanea firmata Cromo, aperta solo oggi e domani (dalle 9 alle 13). Cromo costruisce un'esperienza attorno al rituale del tè: un invito esplicito a rallentare, in contrasto con l'accelerazione che definisce la Design Week.
4. SUPERSTUDIO SI FA IN 3
Fondato nel 1983 da Gisella Borioli, mente del FuoriSalone e anima di Zona Tortona, lo spazio espositivo che ha fatto da talent scout, da quest'anno si fa in tre: tre location, tre quartieri e tre anime diverse. Superstudio Village, apre in Bovisa con SuperPlayground, uno spazio rigenerato da una fabbrica dismessa con programma dedicato a giovani designer, studi emergenti e collettive. In Zona Tortona al Superstudio Più prende vita SuperNova, esperienza immersiva nel design internazionale, con installazioni su larga scala e architetture temporanee. Visioni dalla città del futuro a Supercity, progetto in Barona curato da Giulio Cappellini: architettura, design, arte e fotografia si intrecciano in uno spazio aperto, dove ambienti domestici e outdoor emergono con segni grafici e interventi visivi.
5. ZONA TORTONA
L'altro cuore pulsante della zona, oltre a SuperstudioPiù, è BASE, project hub di 12mila metri quadrati, attraversata ogni anno da oltre 500mila persone, che con "We Will Design", trasforma l'ex Ansaldo in un ecosistema di installazioni immersive, biodesign e rituali collettivi. Qui la progettazione incontra la politica, la società, la tecnologia. Le mostre sono ibride, sospese tra installazione e ricerca. Il tema "Hello Darkness" propone a designer e architetti di esplorare l'oscurità come spazio fertile, invece che come limite.
6. BRERA DISTRICT
Uno dei distretti più interessanti sia per il ricco calendario che per l'esclusività delle location. Giunta alla 17esima edizione, la manifestazione ha per tema "Essere Progetto", 300 eventi tra mostre, installazioni, party in una concentrazione unica di palazzi storici, cortili segreti e showroom. L'Orto Botanico fa da cornice a una delle installazioni di Interni, mentre il loggiato della Pinacoteca di Brera fa da cornice a "Serotonin: the chemistry of happiness" l'installazione che traduce il concetto scientifico dell'ormone della felicità in un'esperienza sensoriale. A Palazzo Moscova Numero Cromatico realizza un imponente portale interattivo arancione: attraverso un mix di luce, suono, parola, tatto e profumo, si dà vita a un paesaggio in continua evoluzione dove il gesto del visitatore diventa parte integrante dell'opera. Palazzo Citterio ospita "When Apricots Blossom", ispirata ai versi dello scrittore uzbeko Hamid Olimjon. Una mostra che gioca sulla delicatezza dei materiali, della luce, del tempo. Protagonista è il patrimonio culturale della regione del Mar d'Aral. Attorno a quello che era uno dei laghi interni più grandi del mondo, la comunità fa fronte ai cambiamenti climatici e ambientali degli ultimi decenni adattando abitudini e plasmando nuovi oggetti.
7. DROPCITY VIA SAMMARTINI, MAGAZZINI RACCORDATI
"Modes of Material Mediation" è il programma scelto da Drocity, hub dei giovani creativi, nato dalla visione di Andrea Caputo nel 2018, che trasforma il design in un campo di sperimentazione aperto. Qui la materia smette di essere semplice supporto e diventa protagonista attiva del processo creativo. Questa edizione invita a considerare la materia come agente dialogico capace di influenzare decisioni, tecniche e forme.
8. PALAZZO LITTA, CORSO MAGENTA
Un progetto curatoriale che cambia ogni anno, ma mantiene una costante: lo spettacolare Palazzo Litta e le sue stanze dagli stucchi barocchi. Un'esplorazione che parte dal Cortile d'Onore, con "Metamorphosis in Motion" dell'architetta franco-libanese Lina Ghotmeh, labirinto rosa che funge da perno per dialoghi sull'integrazione tra natura e tecnologie costruttive. Tra gli ambienti dorati degli appartamenti nobili, 24 espositori presentano progetti interconnessi, come "Glass Bridge" nato dal dialogo tra i vetrai di Murano, il laboratorio Shanga in Tanzania e i vasi in vetro Ubuntu realizzati con l'artista Lara Morrell.
9. ISOLA DESIGN DISTRICT
Quest'anno celebra i dieci anni di Isola Design Festival con "TEN The Evolving Now": studi, cortili, ex laboratori ospitano dieci mostre principali legate ai temi della sostenibilità reale, delle nuove tecniche produttive, della relazione tra digitale e materia. L'headquarter è alla Fabbrica Sassetti (via Filippo Sassetti 31) che torna con una selezione di lavori provenienti da Giappone, Danimarca e Corea del Sud. La Stecca3 (via de Castillia 26) accoglie progetti legati alla sostenibilità e all'impatto sociale, ma la vera sorpresa si scopre varcando la soglia di Casa Museo Molinario Colombari (via Venini 85) che si trasforma in un palcoscenico cinematografico con la proiezione di Lezioni d'Abisso, film di Tommaso Ottomano.
10. PORTA VENEZIA DESIGN DISTRICT
"Design is Act", è il concept ispirato al pensiero di Tomás Maldonado, che ha restituito al progetto una dimensione etica, culturale e politica. Vanity Fair inaugura "Archivio Italia" storie umane dietro l'artigianato e le manifatture di eccellenza, che debutta con "Insieme", installazione site-specific alla piscina Cozzi.
Allo Spazio Maiocchi, Ikea presenta "Food for Thought", esplorazione del rapporto tra design, cibo e convivialità, all'Istituto dei Ciechi, " Anima Mundi, A Visionary Impulse" l'allestimento immersivo che analizza il rapporto tra tecnologia, natura e interconnessione.