La Gdf a bordo della Sea Watch: ​notificato il decreto di Salvini

Notificato il decreto Sicurezza bis al comandante. Ma la Ong insiste: "Restiamo al largo di Lampedusa e reiteriamo la richiesta di sbarco"

La Gdf a bordo della Sea Watch: ​notificato il decreto di Salvini

Appena approvato, il decreto Sicurezza bis ha già trovato applicazione. Ieri il ministro dell'Interno Matteo Salvini, con i colleghi della Difesa Elisabetta Trenta e delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, ha firmato "il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane". Il divieto è stato, poi, notificato dalla Guardia di Finanza alla comandante dell'imbarcazione. Ma l'ong tedesca, da sempre restia a rispettare le leggi (italiane e internazionali), ha subito fatto sapere di non essere intenzionata a fare marcia indietro: "Restiamo al largo di Lampedusa e reiteriamo la richiesta di sbarco".

Fino ieri pomeriggio, a bordo dell'imbarcazione bloccata a una quindicina di miglia dall'isola di Lampedusa, c'erano i 52 clandestini recuperati al largo della Libia. Per una decina di loro il Viminale ha, tuttavia, dato il via libera allo sbarco e la Guardia Costiera italiana si è subito incaricata di portarli sull'isola. "Sono stati autorizzati a scendere bimbi, donne incinte e malati. Io voglio il bene di tutti", ha spiegato Salvini sottolineando, però, che per quanto riguarda "questa nave fuorilegge" può anche rimanere al largo di Lampedusa "per settimane, per mesi, fino a Capodanno". Da giorni, l'invito all'equipaggio della nave è fare dietrofront e sbarcare i migranti in uno dei tanti porti della Libia pronti a riceverli o in Tunisia. Immediata la replica della Ong, che tramite la portavoce Giorgia Linardi ha sottolineato come "riportando indietro queste persone" lo staff della Sea Watch "commetterebbe un crimine per cui l'Italia è già stata condannata, ovvero quello del respingimento collettivo". Il riferimento è ad una sentenza del 2009 della Corte Europea dei Diritti dell'uomo che aveva sanzionato l'Italia proprio per aver rimandato in Libia un gruppo di migranti soccorsi in mare.

La situazione rischia di trasformarsi nell'ennesimo braccio di ferro giuridico e politico. Il nuovo stop di Salvini fa leva sulla convinzione che l'ong tedesca sia in torto per aver disobbedito alle indicazioni della Guardia costiera libica che aveva indicato Tripoli come porto di sbarco per i migranti. E, grazie al decreto Sicurezza bis approvato dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi, può anche vietarne l'ingresso nelle acque italiane. E proprio questo divieto è stato notificato, la scorsa notte, dalla Guardia di Finanza alla comandante della Sea Watch 3. "Non si comprende la necessità di farlo nel cuore della notte - tuonano - restiamo al largo di Lampedusa e reiteriamo la richiesta di sbarco".