Sea Watch, scatta il dl Sicurezza bis "Firmato divieto di ingresso"

Salvini mette nel mirino la Sea Watch che si trova a 16 miglia da Lampedusa e applica le nuove norme del Viminale

Sea Watch, scatta il dl Sicurezza bis "Firmato divieto di ingresso"

Scatta il dl Sicurezza bis. Il ministro Salvini ha firmato il divieto di ingresso della Sea Watch nelle nostre acque. È lo stesso titolare del Viminale ad annunciare la sua mossa: "Ho appena firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane, come previsto dal nuovo decreto sicurezza. Ora il documento sarà alla firma dei colleghi ai Trasporti e alla Difesa: stop ai complici di scafisti e trafficanti". Il documento è stato poi controfirmato dai ministri Danilo Toninelli (Infrastrutture) e Elisabetta Trenta (Difesa).

La nave dunque con questo atto non potrà entrare nelle acque territoriali italiane. Se dovesse forzre il blocco allora scatterebbe immediatamente la confisca del natante e una multa salata. Intanto in questo momento l'imbaracazione con almeno 52 migranti a bordo si trova a 16 miglia dall'isola di Lampedusa in "stand by". L'equipaggio di Sea Watch ha rifiutato lo sbarco a Tripoli dopo le indicazioni fornite dai libici. Il rifiuto di attraccare in Libia è stato appoggiato anche dall'Unione Europea che si è schierata dalla parte della ong. Infatti proprio ieri la portavoce della Commissione ha affermato: "Tutte le imbarcazioni che navigano con bandiera Ue sono obbligate a rispettare il diritto internazionale quando si tratta di ricerca e soccorso, cosa che comprende la necessità di portare le persone salvate in un porto sicuro. La Commissione è sempre detto che queste condizioni attualmente non ci sono in Libia". Poi Natasha Bertaud ha aggiunto: "La determinazione di un porto sicuro per uno sbarco specifico non spetta all’Ue: questa questione è di responsabilità del Centro di coordinamento dei soccorsi marittimi (MRCC) incaricato di un’operazione di salvataggio specifica. Tuttavia, tutte le imbarcazioni che navigano sotto bandiera Ue sono obbligate a rispettare il diritto internazionale quando si tratta di ricerca e soccorso e della necessità di assicurare che le persone salvate siano portate in un porto sicuro". Insomma per l'Ue la nave non può attraccare in un porto libico.

Il Viminale tira dritto e prosegue sulla sua linea con il divieto di ingresso nelle acque territoriali. Bisogna capire adesso quale sarà il porto di attracco per la nave "buonista". Intanto il Viminale ha autorizzato lo sbarco, dopo le visite mediche a bordo portate a termine da una unità di medici, di circa 10 persone. Si tratta e minori, tre donne di cui due incinta e due accompagnatori, due uomini malati.

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