La scalata della Meloni: così punta a superare il M5s

Mentre Fratelli d'Italia vola nei sondaggi e punta a sorpassare il M5S, Giorgia Meloni allaccia importanti relazioni internazionali, studia da premier e insidia la leadership di Matteo Salvini

La scalata della Meloni: così punta a superare il M5s

Fratelli d’Italia vola nei sondaggi e il suo leader vola negli Usa. Giorgia Meloni, indicata dal Times come uno delle 20 personalità più influenti del mondo, sta lavorando per uscire dall’ombra ingombrante di Matteo Salvini.

Il boom di Fratelli d'Italia

L’obiettivo, a breve termine, è il sorpasso di FdI, dato attorno all’11,5%, sul M5S a cui i sondaggi attribuiscono il 15%, confermando un andamento calante che è iniziato non appena i pentastellati sono entrati a Palazzo Chigi indicando Giuseppe Conte come premier. Ma più dei sondaggi contano i dati e le ultime elezioni Regionali evidenziano che il sorpasso, almeno a livello locale, è già una realtà. In Umbria i meloniani hanno ottenuto il 10,4%, mentre i pentastellati si sono fermati al 7,4%, mentre in Emilia-Romagna FdI ha doppiato il M5S (8,6% contro il 4,7%). In Calabria il partito della Meloni ha superato il 10%, a differenza dei grillini che non sono riusciti a eleggere neppure un consigliere, fermandosi al 7,3%. Considerato che alle Politiche del 2018 Fratelli d’Italia aveva ottenuto il 4% e, alle Europee di un anno fa, era cresciuto sino al 6,5%, siamo di fronte a un vero e proprio boom di consensi. La Meloni, a livello personale, poi, secondo l’ultimo sondaggio Ixè, con il 33% è il leader politico che gode di maggior fiducia, subito dopo il premier Conte (40%) e un pelino sopra al leghista Salvini (31%).

La rivalità con Salvini

Un’ascesa che, secondo molti commentatori, potrebbe innescare una rivalità tra i due alleati sovranisti. Mentre Salvini, che negli ultimi anni ha oscillato tra posizioni filo-trumpiste e filo-russe, mostra difficoltà nel costruirsi relazioni a livello internazionale, la Meloni, a Bruxelles, è riuscita a far parte di un gruppo, quello dei Conservatori e Riformisti, numericamente più pesante rispetto a quello dei lepenisti e dei leghisti. Nelle ultime settimane, invece, ha cercato di porsi come l’interlocutrice principale dei conservatori americani partecipando da protagonista a due eventi molto importanti. Il primo, il "National Conservatism Conference”, è stato organizzato dai liberali dalla Edmund Burke Foundation all’Hotel Plaza di Roma in via del Corso. Qui la Meloni ha presentato Giovanni Paolo II, Ronald Reagan, J. R. Tolkien e Roger Scruton come i suoi punti di riferimento politico-culturali e ha spiegato: “Il nostro principale nemico è oggi la deriva mondialista di chi reputa l’identità, in ogni sua forma, un male da combattere e agisce costantemente per spostare il potere reale dal popolo a entità sovranazionali guidate da presunte élite illuminate”. Poi ha aggiunto: “Ricordiamocelo, perché non abbiamo combattuto e sconfitto il comunismo per sostituirlo con un nuovo regime internazionalista, ma per consentire a nazioni indipendenti di tornare a difendere la libertà, l’identità e la sovranità dei loro popoli”. Il secondo evento a cui la Meloni ha presenziato, il National Prayer Breakfast, si è tenuto invece a Whasington e si è chiuso proprio con l’intervento del presidente Donald Trump. Alla fine del mese, inoltre, il leader di Fratelli d’Italia tornerà negli States per partecipare al “Conservative political action“.

Giorgia Meloni sotto attacco

Sarà anche per questo attivismo che la Meloni, ora, è uno dei bersagli preferiti del web e della satira. Il messaggio "sono Giorgia, sono una donna, sono una madre sono cristiana" gridato dal palco di piazza San Giovanni lo scorso 19 ottobre è stato trasformato in un vero e proprio tormentone remixato che è diventato virale sul web. Sempre sui social, però, la Meloni è stata colpita persino dagli attivisti della pagina “Sardine di Roma. Persone che sono più volte scese in piazza proprio per contrastare l’odio che circola impunemente sul web nei confronti dei migranti. Per alcuni di loro, invece, quando si tratta della Meloni è lecito chiamarla “fascista”, “merda tra le merde”, “zocc...”, “tr…” oppure scrivere frasi del tipo:"Ma infatti mica è una DONNA? Ho dubbi anche sulla sua maternità. Una FASCISTA RAZZISTA nonché maschiaccio. Come la vuoi giudicare una che non sostiene la violenza CONTRO le DONNE? Fa veramente SCHIFO". Fortunatamente, però, almeno stavolta va dato atto ai vertici del movimento delle sardine di essersi dissociati da tali offese:"Onorevole Meloni, siamo affranti nel venire a conoscenza degli insulti a lei rivolti da parte degli utenti del gruppo Facebook nominato 'Sardine di Roma'. Quel gruppo non è di nostra appartenenza, non più". Ma questo non è niente rispetto alla vicenda personale di stalking che ha sconvolto la vita privata della Meloni, la quale, davanti ai giudici della Prima sezione penale del Tribunale di Roma, ha raccontato: “La notte non dormo più se penso alle minacce che quest'uomo mi ha rivolto via Facebook. Ho paura per mia figlia che ha solo 3 anni. Lui diceva che gliel'ho strappata, che la bambina era sua, che prima o poi sarebbe venuto a riprendersela a Roma”.