Giovane uccide il cognato romeno

La vittima ostacolava il rapporto tra il killer e la sorella della moglie

Giovane uccide il cognato romeno

Ragusa - Quell'unione non la mandava proprio giù. Ed era motivo di litigio ogni volta. Il rumeno Anechioaie Iulan Florin, 44 anni, ostacolava da tempo il rapporto tra la cognata e il 27enne vittoriese Vincenzo Vindigni.

Proprio non c'era verso di farli andare d'amore e d'accordo o di farli ignorare fra di loro. Invece era un diverbio continuo, sembrerebbe con diverse ingerenze da parte di Anechioaie nel rapporto tra i due. E Vindigni, al culmine dell'ennesimo litigio, lo ha ucciso. Mercoledì sera la moglie di Anechioaie è voluta andare a trovare la sorella a Costa Fenicia, vicino la frazione vittoriese di Scoglitti, in provincia di Ragusa, dove la donna abitava con Vindigni. L'ha accompagnata il marito, che non ha mancato, anche questa volta di litigare con il cognato.

Dalla ricostruzione che è stata fatta dai carabinieri della compagnia di Vittoria e che ha trovato conferma nella confessione di Vindigni nel corso dell'interrogatorio di garanzia avvenuto durante la notte tra mercoledì e giovedì, le due sorelle e Anechioaie erano tutti e tre di comune accordo nel battibecco contro Vindigni. Mentre infervorava il diverbio, tutti sono usciti dall'abitazione. Vindigni si è allontanato, ha preso la pistola che aveva portato con sé e ha sparato diversi colpi. Uno ha centrato in pieno il giovane rumeno, che è deceduto di lì a breve nel tragitto in ambulanza del 118 verso l'ospedale Guzzardi di Vittoria.

Per lui i medici non hanno potuto fare nulla. Un altro colpo ha ferito a una spalla un amico vittoriese di Anechioaie, il 57enne Salvatore Maccaione, che ha ricevuto le cure del caso in ospedale ed è stato dimesso. Dopo avere ucciso il cognato, Vindigni è fuggito, ma intorno alle 20 si è costituito ai carabinieri della Compagnia di Vittoria. Mentre si recava in caserma si era disfatto della pistola, che i militari dell'Arma hanno recuperato setacciando un canneto. È stato lo stesso assassino, reo confesso, a indicare il punto in cui se ne era sbarazzato. È una pistola semiautomatica illegalmente detenuta e c'era anche un caricatore contenente alcune cartucce inesplose. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile con i militari della locale Stazione di Scoglitti, anche grazie al supporto di personale specializzato del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Ragusa, hanno svolto tutti gli accertamenti utili all'esatta ricostruzione della dinamica dell'omicidio che è avvenuto al culmine di una lite scaturita per motivi legati alla mancata approvazione da parte dei parenti della ragazza della relazione sentimentale esistente tra lei e Vindigni, come confermato da lui stesso dinanzi al pubblico ministero di turno della procura di Ragusa, Gaetano Scollo.

L'uomo, che è accusato di omicidio aggravato, tentato omicidio e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo, si trova rinchiuso nella casa circondariale di Ragusa

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