Gori contro il Pd: "Sbaglia a regalare Craxi alla destra". Poi smentisce

In un'intervista a Repubblica, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori spiega così la sua presenza ad Hammamet nel ventennale della scomparsa di Bettino Craxi: "Non lo regalo alla destra". Poi smentisce: "Giudizi forzati, espressioni non mie"

Gori contro il Pd: "Sbaglia a regalare Craxi alla destra". Poi smentisce

A distanza di 20 anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, la sua eredità politica e culturale fa ancora discutere. Soprattutto il Pd, sferzato in queste ore dall'intervista rilasciata a Repubblica - e poi smentita in fretta e furia - dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Sabato 18 gennaio, nel ventennale esatto dalla morte dello storico leader del Psi, Gori ha spiegato così la sua presenza ad Hammamet per la tre giorni di eventi in memoria di Craxi: "Nessuno del partito mi ha detto niente. Ma io sono qui non da amico di Stefania da 30 anni, tantomeno da reduce del Psi. Sono qui come sindaco del Pd".

Inviato dal segretario Zingaretti? Gori smentisce. "Nessun mandato". E sgancia una bomba sui dem: "Non ho sentito nessuno. Ma non regalo Craxi alla destra. È una vera follia", rivendicando di essere rimasto coerente con sé stesso: "Io non sono cambiato. Pensavo alcune cose che diceva il Psi anche trent'anni fa e non ho svenduto la mia idea". Un attacco in piena regola al Pd e a coloro che, a sinistra, non hanno mai perdonato Craxi per avere abbandonato falce e martello.

Gori: "Il Pd dovrebbe sanare la ferita"

Gori, che ha preso la tessera dem ai tempi della segreteria Renzi, non ha mai nascosto la sua simpatia per Bettino. E lo ha fatto di nuovo, in occasione di un anniversario che, sostiene, dovrebbe "sanare una ferita" e "recuperare un pezzo di storia comune" ora che "si è posata la polvere della cronaca". Anche perché, si dice convinto Gori, "il Partito democratico nasce con il discorso di Veltroni al Lingotto. E chi c'era in quel discorso se non Craxi, le sue idee?". Per poi lanciare il carico da novanta sul Pci ed Enrico Berlinguer, da lui definito "l'uomo dell'austerity, il segretario che per superare la crisi proponeva di ridurre i consumi. Ma ci rendiamo conto? Ridurre i consumi! La ricetta peggiore". Motivo per cui Gori ha "avvertito il bisogno di essere qui", ad Hammamet.

"Stupefacente che non lo si voglia riconoscere. E che oggi nessuno senta il bisogno di farsi sentire. Figuriamoci farsi vedere", ha concluso il sindaco di Bergamo. Parole in linea con quelle apparse sul Corriere della Sera: "Sono qui a titolo personale, perché mi scocciava molto lasciare questa celebrazione ai politici di centrodestra. Non si buttano via le luci perché ci sono delle ombre".

La smentita: "Da Repubblica giudizi forzati"

Ma le dichiarazioni di Gori sarebbero il frutto della libera interpretazione dei due quotidiani. Soprattutto Repubblica, contro cui l'ex produttore tv si scaglia su Twitter: "Mi sveglio e trovo su Repubblica un'intervista che non ho dato, costruita sulle chiacchiere fatte in piedi durante una cerimonia. Giudizi forzati, espressioni che non sono mie. Perché?".

Anche se il giudizio benevolo di Gori su Craxi non è un mistero. Qualche giorno fa, infatti, il Foglio aveva pubblicato una conversazione in cui il primo cittadino bergamasco difendeva così il segretario del partito socialista tra il 1976 e il 1993: "Ha commesso errori, ma non si cancella così un pezzo importante della storia della sinistra e del nostro Paese", spiegando che "su tanti temi politici aveva ragione lui, e Berlinguer torto".