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Governatore Pd indagato per peculato. Ma vuole ricandidarsi

Avrebbe distratto fondi pubblici per finanziare un evento giornalistico: è l'accusa rivolta al governatore Pd della Calabria, Mario Oliviero, indagato per peculato dalla procura di Catanzaro. Ma lui tira dritto e vuole ricandidarsi

Mario Oliverio
Mario Oliverio

Quasi 100 mila euro di fondi pubblici, destinati alla promozione turistica della regione Calabria, utilizzati per finanziare un evento giornalistico a Spoleto "con finalità privatistiche di promozione politica". Il presidente calabrese del Pd, Mario Oliverio, risulta indagato per peculato dalla procura di Catanzaro. Contestualmente all'indagine, condotta dal pm Graziella Visconi, nei confronti del governatore dem e di Mauro Luchetti (legale rappresentante della Hdrà s.r.l., società con sede a Roma, operante nel settore della comunicazione e dell'organizzazione di eventi), è stato disposto il sequestro preventivo di beni per oltre 95 mila euro.

Il reato di cui è accusato il presidente della Calabria si riferisce alla delibera 244/2018 della giunta regionale, con cui era stato rimodulato il piano di sviluppo turistico regionale, inserendo fra le attività finanziate "la partecipazione della Regione Calabria alla manifestazione Festival dei due mondi in programma a Spoleto". In realtà, l'evento finanziato era un format giornalistico svoltosi a margine del festival spoletino, nel cui contesto non venivano promosse le attività turistiche regionali, bensì si realizzavano le interviste tipiche di un talk-show. Come si legge in una nota della procura catanzarese, "i fondi pubblici oggetto di indagine" servivano a "finanziare l'organizzazione dell'evento inclusa l'ospitalità" di varie personalità "tra cui anche il presidente Oliverio".

"Sono disponibile a un secondo mandato"

Si tratta dell'ennesima grana giudiziaria per il presidente calabrese, sul quale pende ancora una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione e abuso d'ufficio per l'inchiesta "Lande desolate". Mario Oliverio, già presidente per 10 anni della provincia di Cosenza, è a capo della giunta regionale calabrese dal 2014. Il suo mandato è in scadenza nel 2019 e in attesa di decidere il giorno delle nuove elezioni, ha già espresso la sua disponibilità a ricandidarsi: "Ho dato la mia disponibilità a scendere in campo per proseguire l'impegno e portare a compimento un ciclo di governo che in questi anni è stato finalizzato a tirare la Calabria fuori dalla palude", ha detto al termine del tour che nel week-end lo ha portato in visita nell'area centrale della regione. Per poi togliersi qualche sassolino contro quella parte del Pd contraria alla sua ricandidatura: "Al gruppo dirigente nazionale Pd chiedo lealtà e rispetto".

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