Il governo cerca 2 miliardi "Quota 100" perde pezzi

Salvini conferma la riforma della Fornero, ma si studiano altri inasprimenti. Rischio rinvio

Il governo cerca 2 miliardi "Quota 100" perde pezzi

Ci sono almeno due miliardi di euro da trovare sulle pensioni. Quota 100 è un provvedimento di bandiera del governo e ieri il vicepremier Matteo Salvini ha confermato che la riforma della riforma Fornero si farà «assolutamente». Ma è anche vero che tutti sono ormai convinti che se si vuole il via libera di Bruxelles (e con tutti i rischi connessi alla crescita al rallentatore il governo lo vuole), bisognerà tagliare anche il capitolo previdenza per il quale la legge di Bilancio stanzia 6,7 miliardi.

Anche ieri all'Eurogruppo al quale ha partecipato il ministro Giovanni Tria è emerso quanto i partner europei premano per fare cambiare idea al governo italiano sulle pensioni. Meno queste pressioni emergeranno, facevano notare ieri esponenti della maggioranza, più il governo sarà in grado di fare passare delle modifiche a quota 100.

Compito facilitato dal fatto che al momento non c'è un testo ufficiale. Non è chiaro nemmeno se la riforma finirà come previsto in un provvedimento ad hoc collegato alla Legge di Bilancio da approvare prima di Natale o se sarà inserito tra gli emendamenti alla manovra che saranno presentati al Senato in seconda lettura.

Assodato invece che il governo stia mettendo mano al progetto. Nella versione pura, quella fortemente voluta dalla Lega Nord, dal 2019 i lavoratori che hanno compiuto 62 anni e ne hanno maturati 38 di contributi potranno ritirarsi.

Da subito il governo ha annunciato delle deroghe per gli statali. In particolare una «finestra» (cioè un periodo in cui sarà possibile andare in pensione) ritardata di sei mesi rispetto all'entrata in vigore della riforma. I dipendenti pubblici potranno ritirarsi dal lavoro da giugno. Ufficialmente è una precauzione per evitare un'emorragia di lavoratori dai servizi pubblici come la sanità e la scuola. In realtà la finestra spostata così in avanti permetterà notevoli risparmi. Ma gli interventi sulle finestre per limitare il costo della riforma perlomeno nel primo anno potranno anche riguardare i lavoratori privati per i quali è allo studio una finestra che si aprirebbe solo da aprile.

Un giro di vite rispetto ai piani iniziali ormai dato per scontato. Ma le pressioni di questi giorni (e da ieri anche quella delle imprese, con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che ha espressamente chiesto un taglio a pensioni e reddito di cittadinanza per complessivi 4 miliardi di euro) hanno fatto entrare in campo altre ipotesi di modifica.

Ieri è entrata in campo una proposta di Alberto Brambilla, esperto di pensione e consigliere di Matteo Salvini, che consiste essenzialmente in un inasprimento dei requisiti per accedere a Quota 100. Da gennaio i requisiti anagrafici e contributivi dovrebbero essere stati maturati due anni prima dell'entrata in vigore. In sostanza quota 100 diventerebbe quota 104, visto che bisognerebbe aggiungere due anni per ogni requisito.

Nei mesi successivi i requisiti cambierebbero e dall'estate la pensione anticipata sarebbe concessa a chi ha maturato i requisiti da 18 mesi.

Resta ferma l'intenzione di vietare il cumulo di redditi da pensione e da lavoro.

La previsione del governo è che la spesa per la riforma si concentri nei primi tre anni di riforma per poi stabilizzarsi. Una volta entrata a regime, il governo punta a introdurre la cosiddetta quota 41, cioè il ritorno del requisito unico della contribuzione.

Difficile che l'Europa avalli queste previsioni di spesa e anche un ulteriore allargamento dei requisiti per il pensionamento. Ma la stretta su quota 100 è l'unica possibilità per fare digerire la riforma a Bruxelles.

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