"Governo cieco, il Turismo muore. Ma io vado a cercare i clienti da solo"

Con la 500 Spiaggina in Austria e Germania per il made in Italy

La scintilla che ha riacceso il motore della gloriosa 500 Spiaggina azzurra, è l'uscita della viceministro all'Economia Laura Castelli, sui «ristoratori che dovrebbero cambiare lavoro». Quasi che gli effetti della crisi da Covid fossero da imputare agli imprenditori dell'ospitalità e del turismo. «Un attacco a chi produce il 13% del Pil ed è stato ignorato dal governo anche dopo la pandemia», spiega Francesco Seresina, imprenditore e figlio di imprenditori. Titolare di Villa Sostaga resort di lusso sul Lago di Garda, famoso per il panorama mozzafiato, calamita per i viaggiatori del Nord a caccia del primo scorcio di Mediterraneo. Oggi è alle prese, come tutti, con gli effetti della pandemia, ma ha deciso di reagire diventando testimonial della sua azienda in un tour all'estero a bordo della 500 decapottabile e vacanziera classe 1974. A caccia del turista distratto o disinformato.

Seresina ha pianificato il giro in 500 tra Austria e Germania, tappa per tappa, per portare oltre confine il messaggio che l'Italia è pronta a accogliere e a dare il meglio. «Mi sono detto, se i turisti tedeschi e austriaci non vengono da noi, vado a prenderli io, uno a uno. Simbolicamente si intende».

La scelta della Spiaggina non è casuale. «Il meglio dell'Italia, creatività, qualità della vita, stile. Ma anche qualità dei prodotti. L'auto ha un anno più di me e non mi ha dato un problema».

Prima tappa Alto Adige. Caldaro, Vipiteno, poi Innsbruck e ancora più a Nord nella zona dei laghi tedeschi: Achensee, Tegernsee. Quindi Monaco di Baviera, poi di nuovo verso Sud a Garmisch e in Italia. Ieri le tappe finali.

Un viaggio da 1.400 chilometri all'insegna dell'ottimismo e della fiducia, ma ammette Seresina - «percorsi tutti maledicendo il governo». Colpa della frase di Castelli, ma non solo. Se c'è qualcuno che deve cambiare mestiere «non sono i ristoratori o gli albergatori, semmai la viceministro e i suoi colleghi. L'unica cosa che hanno saputo offrirci è la possibilità di indebitarci con le banche. Hanno persino imposto il blocco dei licenziamenti. Dicono per mantenere i livelli occupazionali, ma se poi alla fine del blocco chiudono intere aziende anche l'occupazione crollerà». Suicida non sostenere il settore del turismo. «Siamo gli unici che non potranno mai automatizzare tutta l'attività, garantiamo lavoro a milioni di persone e potremmo fare ancora di più se ci dessero l'opportunità di sfruttare il potenzialità del nostro Paese. Dovremmo essere la California d'Europa».

Oltre al mancato sostegno alle aziende, non c'è stato nessuno sforzo per tutelare l'immagine dell'Italia. «Hanno fatto fuggire i turisti dalla Liguria per il traffico. Lo sport nazionale della nostra classe politica è l'autolesionismo».

Seresina lo ha capito quando ha raggiunto le piazze delle città austriache e tedesche. «Per tanta gente siamo ancora untori, a rischio Covid, anche se nel mio paese non c'è stato un caso da mesi. In proporzione ci sono più infetti oltreconfine, ma nessuno si è curato di informare i turisti che l'Italia è più sicura di altre località di vacanze». Delle tante persone che hanno incrociato la Spiaggina, qualcuno si sarà sicuramente convinto. Miracoli dell'iniziativa individuale, unico vero motore del Paese.

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