Il governo al Meeting. Ma il premier no

Renzi diserta, Boschi al debutto. Niente invito per M5S e Comitato del "no"

Il governo al Meeting. Ma il premier no

Roma - Sarà Sergio Mattarella, stamattina, a dare il massimo sigillo istituzionale all'apertura del 37esimo Meeting di Rimini. Il capo dello Stato interverrà alla kermesse di Comunione e Liberazione che ogni anno, a fine agosto, segna la ripresa del dibattito politico: «La Repubblica ha 70 anni» è il titolo dell'appuntamento, durante il quale sarà affiancato dai due «patron» della manifestazione, Giorgio Vittadini e Emilia Guarnieri.

Ci sarà il presidente della Repubblica, dunque (e non è la prima volta: nel 2011 la star del Meeting fu Giorgio Napolitano, che proprio da lì, col suo discorso, mise le premesse per il «governo del presidente» guidato dal professor Monti ), ma non ci sarà il premier, che solo un anno fa fece un applauditissimo intervento a Rimini, con tanto di bagno di folla e selfie tra gli stand. Presa di distanza dal governo? A guardare il programma non si direbbe: la pattuglia dei ministri che interverranno è assai nutrita: «Il Meeting ha sempre cercato il rapporto con le istituzioni. E tutti i ministri invitati, per esempio Boschi sulle riforme o Lorenzin sulla sanità, ci permetteranno di capire dalla fonte diretta quali sono le intenzioni del governo sulle questioni che interessano tutti i cittadini», spiega Emilia Guarnieri. La pagella per Renzi è in chiaroscuro: «L'azione del governo sullo scenario internazionale è giusta - dice Vittadini - è benemerito tutto questo lavoro di rappresentanza dei nostri interessi senza appiattirsi sull'Europa». Ma Renzi «sbaglia a dire che è tutto risolto, nessuno può risolvere da solo i problemi del Paese. Quando la barca affonda bisogna che tutti collaborino». E c'è forse un filo di nostalgia per le larghe intese (o per il patto del Nazareno, azzarda qualcuno) nel richiamo di Vittadini alla Merkel che, «quando ha quasi pareggiato, invece di comprarsi qualche deputato ha condiviso con l'Spd un programma di quasi mille pagine. E lo sta attuando».

Sul referendum costituzionale, assicurano gli organizzatori, il raduno di Cl resterà neutrale: «Il voto è un fatto personale e di coscienza» spiega al Corriere Vittadini, che non si schiera: «Ancora non so come voterò, e voglio proprio usare il Meeting per capire». Al di là dell'equidistanza formale, però, la presenza di molti illustri sostenitori del sì (da Sabino Cassese a Giuliano Amato a Luciano Violante, ex presidente della Camera e curatore della mostra sui 70 anni della Repubblica, che verrà inaugurata da Mattarella) e il mancato invito a rappresentanti ufficiali del comitato per il No a suscitato qualche malumore nel fronte di chi avversa la riforma del bicameralismo. Sarà proprio Maria Elena Boschi, al suo debutto riminese, a sostenere le ragioni della riforma costituzionale che in novembre sarà portata al vaglio dei cittadini, mentre le ragioni del no verranno interpretate dall'ex presidente della Corte Costituzionale, Francesco Paolo Casavola. Pochi i politici del centrodestra (ci sarà Maroni, presidente della Regione Lombardia), nessun invitato dei Cinque Stelle. Ci saranno invece Romano Prodi, invitato a discutere di immigrazione; il sindaco renziano di Firenze, Dario Nardella e Giusi Nicolini, prima cittadina di Lampedusa.