La grande farsa del braccialetto elettronico L'attore Diele lo avrà di «secondo polso»

Il gip sul 31enne accusato di omicidio stradale: «È pericoloso socialmente»

La grande farsa del braccialetto elettronico L'attore Diele lo avrà di «secondo polso»

La situazione è grave ma non è seria. In Italia accade «flavianamente» spesso. E la vicenda del braccialetto elettronico per l'attore Domenico Diele, 31 anni, accusato di omicidio stradale, ne è l'ennesima riprova. Sullo sfondo il dolore per il lutto di una donna travolta e uccisa dall'attore che (con patente ritirata e auto senza assicurazione) guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Dopo l'arresto, l'attore ha ammesso di essere dipendente dall'eroina, ma di non aver perso il controllo della vettura «a causa della droga» ma perché «distratto dal telefonino» (prima versione) o «cambiando un cd musicale» (seconda versione). Intanto dalla cella l'artista si dichiara «colpevole, pentito e addolorato», pur pregando il gip di «consentirgli di ultimare il film che sta girando».

Passiamo ora alla parte grottesca della storia: il gip di Salerno dispone per Diele gli arresti domiciliari con l'applicazione del famigerato braccialetto elettronico (un dispositivo tecnologico in Italia dall'uso tradizionalmente controverso). Ma la «maledizione del braccialetto» viene confermata anche in questa occasione, con Diele che infatti continua a rimanere in carcere (e non ai domiciliari) perché, al momento, non sono disponibili braccialetti nuovi ma solo di «secondo polso» (anzi, di «secondo piede», visto che il braccialetto viene istallato attorno alla caviglia). Diele potrà «beneficiarne» solo quando un altro detenuto, scontata la pena, lo restituirà all'amministrazione penitenziaria. Nell'attesa che la situazione si sblocchi, ieri il gip ha motivato il suo provvedimento tracciando un ritratto di Diele estremamente duro: uomo «rivelatosi più volte insofferente alle regole»; soggetto per il quale «pure a fronte dello status formale di incensurato, esiste un concreto e attuale pericolo di ulteriori condotte recidivanti dalla non trascurabile pericolosità sociale». Senza contare che «la sua consuetudine con gli stupefacenti era già emersa in diverse precedenti occasioni». La settimana scorsa il dramma più grave: la morte della 48enne Ilaria Dilillo, tamponata in scooter allo svincolo per Eboli. Diele era in autostrada, di ritorno da una festa di matrimonio. Circostanza che il gip stigmatizza severamente: «Ha agito in spregio delle più elementari norme di prudenza, mettendosi alla guida , per tragitto significativo (da Roma a Matera e poi da Matera a Roma) nonostante un provvedimento di sospensione della patente, peraltro violando in maniera palese le ulteriori previsioni del codice della strada in tema di rispetto della distanza di sicurezza e di obbligo di tenere una velocità adeguata alle condizioni della strada, e alla necessità di compiere manovre utili a evitare incidenti», scrive il gip. Ma visto che l'attore è incensurato, e che ha tenuto un «leale comportamento» dopo l'incidente, il gip ha deciso di concedere a Diele gli arresti domiciliari con l'obbligo del braccialetto elettronico; nella speranza che se ne liberi uno. Considerata la lunga lista d'attesa, per Diele si prevede ancora una lunga permanenza in carcere.

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