Green pass alla Camera: va mostrato. Smontata la Cunial

Il Consiglio di giurisdizione della Camera dei Deputati ha respinto la richiesta di sospensiva: per accedere all'Aula di Montecitorio resta l'obbligo del Green pass

Green pass alla Camera: va mostrato. Smontata la Cunial

La lotta della parlamentare Sara Cunial contro l'obbligo di esibire il Green pass per accedere ai lavori nell'Aula di Montecitorio si interrompe bruscamente con la decisione del Consiglio di giurisdizione della Camera dei Deputati di respingere la richiesta di sospensiva.

Soltanto la scorsa settimana la Cunial aveva ottenuto di poter continuare ad esercitare il proprio diritto e dovere di parlamentare senza presentarsi con la certificazione verde: il presidente del collegio di appello della Camera dei deputati Andrea Colletti aveva infatti accolto la sua richiesta di sospensiva. Insieme alla ex rappresentante grillina, anche altri deputati avevano presentato la medesima domanda.

Oggi, tuttavia, è arrivata la delibera del presidente del Consiglio di giurisdizione della Camera dei Deputati Alberto Losacco (Pd), che ha firmato due ordinanze sulla questione. Stando a quanto riportato da ItalPress, il Consiglio, di cui fanno parte Stefania Ascari (M5s) e Silvia Covolo (Lega), ha fatto sapere di non ritenere che "vi siano ragioni d'urgenza per sospendere la decisione dei deputati Questori, del 12 ottobre scorso, di chiedere il Green pass a tutti i deputati, oltre che ai dipendenti ed a tutti coloro che accedono ai palazzi della Camera".

Sono stati confermati, dunque, i due decreti monocratici emanati in precedenza dal presidente Losacco. Su uno di questi decreti, relativo proprio a Sara Cunial, era intervenuto il presidente del Collegio d'appello della Camera, Andrea Colletti, che aveva deciso di sospendere l'obbligo di esibire il Green pass per la parlamentare. La decisione del Consiglio di giurisdizione della Camera dei Deputati annulla però di fatto il tutto.

Per il Consiglio, inoltre, sia il vaccino che il tampone restano strumenti che, pur non garantendo in assoluto la certezza della loro efficacia ed attendibilità, offrono comunque un significativo tasso di probabilità statistica. Al momento sono, fra l'altro, gli unici strumenti a disposizione. Non solo. Il tampone, spiegano i membri del Consiglio, rappresenta una invasività obiettivamente minima. I parlamentari, dunque, sono tenuti a "non ledere né porre a rischio con il proprio comportamento la salute altrui, in osservanza del principio generale che vede il diritto di ciascuno trovare un limite nel reciproco riconoscimento e nell'uguale protezione del coesistente diritto degli altri".

Sara Cunial, lasciata ad assistere ai lavori della Camera dalle tribune, nel suo ultimo intervento si era rivolta ai colleghi, dicendo di perdonarli per quella "concessione" discriminatoria. "Trasformate i nostri diritti costituzionali in privilegi..." , aveva dichiarato. Ora, senza Green pass, non potrà più neppure entrare.

Soddisfatto il deputato di Forza Italia e Questore della Camera Gregorio Fontana. "La sentenza di oggi conferma la piena vigenza e validità dell'obbligo di certificato sanitario per entrare alla Camera, una decisione che ristabilisce, anche per i parlamentari, le regole che valgono per tutti i cittadini", ha dichiarato.

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