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Grillo commissaria Di Maio: "E non rompete più i c..."

Clima teso tra il leader e il Garante, stufo di beghe e fronde. "Comanda Luigino, ma io ci sarò di più"

Grillo commissaria Di Maio: "E non rompete più i c..."

Faccia a faccia. Commissariamento. Photo opportunity. Non ingannino i sorrisi davanti all'obiettivo e le dichiarazioni «Siamo d'accordo su tutto», ha detto il capo politico Luigi Di Maio ieri dopo il pranzo romano con Beppe Grillo. «Beppe» era da settimane al centro dei colloqui di tutte le frange che dentro il M5s auspicano un ricambio. Il licenziamento però non è arrivato, anche se, come informano diverse fonti grilline, il clima è tutt'altro che sereno tra i due. Grillo però è stufo delle beghe interne al Movimento: «Il capo politico è Luigi, non rompete i coglioni» ha detto.

Il confronto con Di Maio è stato serrato. «Qua non c'è da cambiare un capo politico, qua c'è da capire cosa fare del Movimento» ci dice un esponente pentastellato. La sfida tra i due leader, ruota proprio intorno alla collocazione politica del M5s. Di Maio lo immagina equidistante tra destra e sinistra. Grillo è convinto che bisogna stare nel campo del centrosinistra. Sul punto il «fichiano» Luigi Gallo, deputato, è stato molto chiaro: «Grillo oggi ha messo una pietra tombale sulla Lega». Sul Pd, Gallo ha aggiunto: «È iniziata una nuova chimica tra due forze politiche, serve tempo».

Dopo il faccia a faccia Grillo è salito a bordo di un taxi ed è andato all'ambasciata cinese. E venerdì il Garante aveva cenato in un'atmosfera blindata con l'ambasciatore di Pechino a Roma, Li Junhua. Comunque quella che è uscita fuori dal tavolo dell'Hotel Forum è l'ennesima mediazione. Messa nero su bianco in una nota congiunta: «Non possiamo essere gli stessi di prima, dobbiamo guardare avanti con grande entusiasmo», hanno sottolineato Di Maio e Beppe Grillo. Grillo però ha accontentato «contiani» e «fichiani» con una promessa, arrivata al termine di quasi due ore di vertice: «Io ci sarò di più e darò una mano». Di Maio da Ragusa ha spiegato: «Qualcuno vuole trasformarci nel male di questo paese» e poi ha fatto ammenda: «Abbiamo perso il contatto con la gente, non a caso sono qui perché vogliamo recuperare questo rapporto privilegiato con la cittadinanza».

Lorenzo Fioramonti, ministro dell'Istruzione, in ascesa nelle quotazioni interne, a SkyTg24 ha sottolineato: «Io devo fare i complimenti a Luigi Di Maio perché non è facile gestire il Movimento 5 stelle, un impegno enorme da parte di una persona che io ho definito un po' un giocoliere - ha proseguito - deve avere molti ruoli e giocare molte parti in commedia e questo rischia di essere una debolezza strutturale». Il Guardasigilli Alfonso Bonafede, invece, ha ribadito «piena fiducia nel capo politico». Acqua sul fuoco anche da parte del ministro delle Politiche Giovanili e dello Sport Vincenzo Spadafora: «Il problema non è Di Maio. Chi ne mette in discussione la leadership lo fa per personalismi». Tutto questo non è bastato a smorzare le polemiche: «A rompere i coglioni me lo ha insegnato Grillo» ha replicato al Garante Roberta Lombardi, capogruppo in Regione Lazio. Il senatore Emanuele Dessì ha insistito: «Un capo politico non si addice al M5s, ora pari dignità»

Ma si va avanti, comunque. Con Di Maio «commissariato». In programma il varo di un nuovo contratto di governo «a partire da gennaio». La nota congiunta parla di «progetti ambiziosi e di alto livello». Su alcuni dei temi fondanti del grillismo: clima, salario minimo, reddito universale, intelligenza artificiale, energia. Ma anche le infrastrutture. Intanto si naviga a vista.

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