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La Grillo punge Di Maio: "Non dovevo fidarmi..."

L'ex ministro Grillo si toglie i sassolini dalle scarpe: "Mi hanno silurato e manco lo sapevo. Ora al mio posto c'è un ministro di un partito che ha il 2.5%"

La Grillo punge Di Maio: "Non dovevo fidarmi..."

"Mi hanno silurato e manco lo sapevo. Ora al mio posto c'è un ministro di un partito che ha il 2.5%, ma va bene così". È con amarezza che Giulia Grillo parla della sua esperienza di governo e soprattutto del modo con cui Luigi Di Maio le ha comunicato che non avrebbe fatto parte del Conte bis.

"Non l'ho più sentito da quando mi ha comunicato che non ero più ministro", si sfoga l'ex titolare della Salute a Un giorno da Pecora, "Sono stata molto arrabbiata qualche settimana. Mi ha avvertito Di Maio tramite WhatsApp, forse gli sms costavano troppo. Mi ha scritto che non ero nella nuova squadra, spiegando che era dispiaciuto". Un messaggio a cui lei non ha nemmeno risposto perché "non amo le risposte poco sentite".

Del resto il suo operato è stato spesso sotto accusa: il suo nome veniva fatto - insieme a quello di Toninelli, Trenta e Costa - praticamente tutte le volte in cui si parlava di un possibile rimpasto. E Di Maio non l'ha mai difesa, sottolinea lei. Secondo cui il nuovo ministro, Roberto Speranza, è riuscito dove lei aveva fallito - come l'abolizione del superticket - "perché lui aveva un potere 'ricattatorio'" che aiuta: "Avevo chiesto dal settembre 2018 di abolire il superticket ma non sono stata appoggiata", racconta, "Quando ero ministro mi dicevano che non si poteva abolire il superticket. Ora è arrivato Speranza e lo hanno fatto! Essere leader di un partito conta. Sono contenta per i cittadini. Nella legge di bilancio è stata confermato tutto quello su cui avevo lavorato".

Ma è parlando del capo politico del M5S che la Grillo si toglie i sassolini più grossi: "Di Maio ha fatto benissimo molte cose e ne ha sbagliate delle altre. Ma capita, anche io ho sbagliato tante cose: per esempio fidarmi di lui...", dice tra il serio e il faceto, "Ho pensato di lasciare il M5S perché ci sono cose che non mi sono piaciute e non mi stanno piacendo. Ci pensavo già da ministro. Ma penso di non avere sbagliato, e quindi mi dico: perché dovrei esser io ad andarmene?".

Parlando più in generale del Movimento, l'ex ministro sottolinea come sia necessario dal suo punto di vista cambiare lo statuto. E anche aprire a delle deroghe che permettano la candidatura di Dalila Nesci (ora deputata M5S) in Calabria: "Le abbiamo fatte a tutti...". Il regolamento interno dei Cinque Stelle prevede invece che gli eletti tra le file grilline non possano lasciare il proprio posto per correre in un'altra competizione elettorale.

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