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Guai a casa Albanese. Marito rimosso e lei perde la testa

Calì sollevato da un progetto alla Banca mondiale. Reazione infuriata: "Siete vili"

Guai a casa Albanese. Marito rimosso e lei perde la testa
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L'aria è cambiata non solo per Francesca Albanese, la relatrice Onu un tempo paladina della sinistra e poi scaricata da Pd e compagni, ma anche per suo marito Massimiliano Calì, economista della Banca Mondiale che è stato rimosso dal ruolo di responsabile del dossier sulla Siria della World Bank.

Ad annunciarlo è la stessa Albanese al quotidiano inglese "The Guardian" accusando la Banca Mondiale di essere stata "completamente vile" poiché suo marito "ha un curriculum impeccabile in tutti i suoi incarichi". Nel mirino dell'Albanese è finita una "campagna che ha portato alla sua rimozione dal ruolo di responsabile del dossier Siriano". E il riferimento è all'attività portata avanti dalla ong Un Watch.

La richiesta di prendere provvedimenti nei confronti di Calì era nata con una lettera inviata dalla ong lo scorso 12 agosto alla Banca Mondiale (con in copia il segretario di Stato americano Marco Rubio) in cui, come racconta Hillel Neuer, direttore esecutivo di United Nations Watch "abbiamo chiesto alla Banca Mondiale di chiamare Massimiliano Calì a rendere conto per condotta politica estremista che viola flagrantemente il suo dovere di agire in modo responsabile nelle dichiarazioni pubbliche ed evitare di compromettere la neutralità della Banca Mondiale e causare rischi reputazionali".

Il riferimento è a vari post e dichiarazioni (fatte da Calì negli ultimi anni) di odio contro Israele e l'Occidente che hanno portato Un Watch a chiedere una presa di posizione della World Bank. L'ong ha raccolto una serie di suoi post (molti dei quali sono stati poi cancellati) in cui "si sostiene che Israele inventi attacchi con coltello fantasma per giustificare una strage", dove si riabilita "l'immagine dei giovani terroristi palestinesi uccisi mentre piazzavano bombe lungo le strade, definendoli bambini nella prigione a cielo aperto di Gaza e in cui promuove "il rapporto della moglie alle Nazioni Unite che accusa Israele di genocidio, ignorando completamente le atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre".

Dopo la lettera della ong, nei giorni scorsi il marito dell'Albanese si è lamentato presso la Corte federale degli Stati Uniti: "Il 12 agosto, Un Watch ha fatto pressioni sulla Banca Mondiale affinché terminasse il mio impiego. Il 22 ottobre, la direzione della Banca Mondiale mi ha informato che la mia posizione di Economista di Paese per la Siria era sospesa e che sarei stato tenuto a lasciare il dipartimento per il Medio Oriente, il Nord Africa, l'Afghanistan e il Pakistan dell'organizzazione entro luglio 2026 tre anni prima della mia data di termine originale di giugno 2029". Inoltre Calì ha intentato una causa contro Trump e alti funzionari dell'amministrazione americana presso il tribunale di Washington per violazione dei loro diritti costituzionali a causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.

La rimozione di Calì dal suo incarico, pur rimanendo a lavorare nella Banca Mondiale, ha così suscitato la reazione

stizzita di sua moglie, ormai nota per non accettare le critiche, con un atteggiamento che l'ha portata ad essere scaricata anche da chi fino a poco tempo fa la osannava. Ora la stessa sorte sembra toccare anche suo marito.

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